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	<title>Cultura Senza Barriere 2010 &#187; DRM</title>
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		<title>La conquista del web. Profeti, esploratori e truppe d’invasione</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 22:59:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[DRM]]></category>
		<category><![CDATA[e-book]]></category>
		<category><![CDATA[editoria digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Guaraldi]]></category>

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		<description><![CDATA[Abstract del seminario di Mario Guaraldi.
Per il mondo dell’editoria, la rivoluzione digitale inizia quando si capisce che un libro è il suo contenuto, non la sua forma.
Per molti colleghi questa rivoluzione non è mai avvenuta, o per meglio dire non è ancora avvenuta.

Gli amanuensi, i calligrafi e i miniatori hanno continuato a fare egregiamente il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/mario-guaraldi/">Mario Guaraldi</a>.</strong></p>
<p>Per il mondo dell’editoria, la rivoluzione digitale inizia quando si capisce che un libro è il suo contenuto, non la sua forma.</p>
<p>Per molti colleghi questa rivoluzione non è mai avvenuta, o per meglio dire non è ancora avvenuta.</p>
<p><span id="more-751"></span></p>
<p>Gli amanuensi, i calligrafi e i miniatori hanno continuato a fare egregiamente il loro mestiere ancora per oltre mezzo secolo dopo Gutenberg. Il Duca di Urbino si vantava di non avere un solo libro a stampa nella sua biblioteca, ma non poté fare a meno di utilizzare, per le sedute esterne del suo splendido Palazzo, le immagini delle macchine belliche disegnate da Matteo de’ Pasti per l’incunabolo dell’opera di Roberto Valturio stampato a Verona nel 1472: più semplici che non le fantasiose versioni miniate nei 22 codici realizzati dallo scriptorium riminese del grande umanista.</p>
<p><img src="http://www.culturasenzabarriere.org/wp-content/uploads/2009/11/Invasion_of_Re1627-300x228.jpg" alt="" width="300" height="228" /></p>
<p>Una mia laureanda ha fatto una tesi sull’evidenza, emersa a lezione, che ogni “salto tecnologico” comporta in prima istanza un calo della qualità estetica del manufatto. Ancora oggi appare difficile dire che una buona stampa offset possa essere migliore della foto originale. Troppi “passaggi” rendono arduo il compito. Ma paradossalmente, l’estetica, nell’era della sua riproducibilità tecnologica, doveva attendere l’avvento del digitale per poter accettare la sfida: oggi una stampante Indigo può calibrare l’immagine da stampare direttamente e al vivo nel confronto con l’originale; e la zoomabilità dell’immagine digitale fino a molte centinaia di volte consente “letture” dell’originale impensabili per l’autore stesso.</p>
<p>Queste “visioni”, queste zoomate della fantasia, sono tipiche dei “profeti”. Essi vedono oltre l’attualità tecnologica del momento. Il profeta è l’ecografista del futuro. Egli vive ai margini del mercato, lo conosce ma non lo ama. Non lavora per le Ausl. É una sentinella. Preferisce le alture da cui scrutare l’orizzonte. Sentinella, dimmi, che turno è della notte dell’editoria? Dal ramo del fico quando intenerisce e mette le gemme sa che l’estate digitale è vicina.</p>
<p>C’è una specie di legge che regola le evoluzioni, una specie di maturità dei tempi. La rivoluzione è solo il piccolo momento di rottura conclusivo di una lunga gestazione della novità . Come la rottura delle acque nel travaglio del parto. Ma non è quello il clou dell’evento. Deve prima apparire il volto del neonato perché l’avventura abbia inizio davvero, prima che si possa parlare di una nuova vita che si sviluppa e avanza sulla inesorabile decadenza di chi l’ha generata.</p>
<p>L’<strong>e-book</strong> – il libro digitale che ha bisogno di un nome straniero per definirsi – è il neonato di cui stiamo parlando; ha ancora gli occhi chiusi ma un prepotente bisogno di nutrirsi. I fratelli cartacei più grandi cercano subito di soffocarlo, come Freud insegna, ma il fantasma fratricida si stempererà presto in una specie di presa di controllo contrabbandato da istinto di protezione.</p>
<p>I vari e-Reader, i Kindle, gli i-Rex, i Sony, i Samsung sono i primi giocattoli che genitori apprensivi gli rovesciano addosso per stimolarne lo sviluppo. I genitori abitano in Internet, la città planetaria, si chiamano Google e Amazon, bibliotecario lui, libraia lei: sono gli apripista di una mutazione genetica da cui si aspettano molto; e su cui investono molto. Nonno Microsoft e nonna Murdoch stanno a guardare irritati questi figli voraci che vogliono spartirsi l’eredità. Ma i capostipiti sono ancora capaci di generare, forse, qualche figlio della vecchiaia che faccia Bing. E sicuramente non si faranno spogliare senza qualche scapaccione legale. Né i nonni né i genitori sembrano consci del fatto che il nipotino e-book è geneticamente modificato e nessuno sa esattamente a cosa sia destinato.</p>
<p>Ma presto sarà guerra totale. Presto arriveranno le truppe di invasione. Armageddon sta armando i propri bit, sta cercando di controllare le vie del web, cerca di imporre dazi sulle autostrade di Internet, inventa virus, ripropone antiche gabelle, alza barriere.</p>
<p><strong>La posta in gioco è il Diritto d’autore, il nemico da battere la gratuità</strong>. Il copyright è una invenzione giuridica recente, la gratuità una antica pretesa della Natura. Una domanda inespressa corre muta nel web: la cultura è una merce, un servizio o un bene comune, come l’aria o l’acqua? Anche l’acqua, lo sappiamo, può diventare un business, e in un mondo carente d’ossigeno non mi stupirei che apparissero presto anche i contatori d’aria, delle bombole a pagamento. Ma oggettivamente il problema esiste: come guadagnare commerciando l’immateriale? Come remunerare la creatività? Non si tratta di salvaguardare una normativa, ma di inventare un diverso modo di far fruttare la gratuità della rete; di far pagare un servizio multiforme che muta pelle a seconda dei devices cui è destinato.</p>
<p>Per il momento, l’e-book non è ancora precettato, per ora lo tengono sotto tiro solo con la stupidità del new-age, con la voracità dei DRM. Il giovane e-book guarda con trepidazione al mondo della Scuola e alla galassia dei sistemi bibliotecari: ma i suoi potenziali alleati lo ricambiano ancora con sospetto. Lo temono. Temono la carica dirompente di un nuovo modo di concepire la didattica, di un modo virale di diffondere la cultura. Non aveva evidentemente fatto troppo male la prima bordata delle truppe d’assalto contro le Biblioteche, pretendendo da queste il pagamento di diritti sul prestito bibliotecario. Solo un’avvisaglia, attente a non tradire la carta! Non stupisce che ora Murdoch chieda i diritti a Google per indicizzare i contenuti delle sue news.</p>
<p>Si, la guerra scoppierà. Ancora una volta prevarrà la notte della ragione come nella piovosa San Francisco di Blade Runner? “Ho visto cose che voi umani…”. Sarà una colomba che si libra nella pioggia, il finale, o una pagina di Moby Dick sfogliata sul Kindle con l’immagine del capitano Achab trascinato sul fondo?</p>
<p>Chissà. La guerra scoppierà, il profeta avrà nuove visioni, le truppe si sposteranno per altre invasioni. L’e-book diventerà grande. Quale sarà il suo volto ancora non lo sappiamo. Ma sappiamo per certo che tutti lo capiranno, non escluderà nessuno, parlerà mille lingue e anche i ciechi lo vedranno…</p>
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		<title>I libri liquidi: presente e futuro anteriore dei testi digitali per la scuola</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 16:39:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[DRM]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[editoria digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Noa Carpignano]]></category>

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		<description><![CDATA[Abstract del seminario di Noa Carpignano.
Si discute sempre più spesso di ebook per la scuola, complice la normativa che prevede l&#8217;adozione di libri scolastici in formato digitale, ma se ne parla in modo ambiguo, si focalizza l&#8217;attenzione sul risparmio economico, sulla questione del peso degli zainetti, e sui dubbi &#8211; legittimi &#8211; che stampare in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/noa-carpignano/">Noa Carpignano</a>.</strong></p>
<p>Si discute sempre più spesso di <strong>ebook per la scuola</strong>, complice la normativa che prevede l&#8217;adozione di libri scolastici in formato digitale, ma se ne parla in modo ambiguo, si focalizza l&#8217;attenzione sul risparmio economico, sulla questione del peso degli zainetti, e sui dubbi &#8211; legittimi &#8211; che stampare in proprio i testi scaricati dalla rete sia antieconomico, che la gestione in classe di fogli sparsi sia demenziale ecc. Questo dimostra che <strong>i giornalisti, ma anche molti addetti ai lavori nell&#8217;editoria e nella scuola, hanno una visione ristretta e primitiva di un testo digitale scolastico</strong>, lo pensano come un normale ebook di narrativa, si immaginano tutti il file pdf (o epub) di un normale testo scolastico che, una volta scaricato, si deve stampare. Ma cosa rimane di digitale in questo caso? Solo la distribuzione. Per questo io evito di chiamare ebook i libri digitali per la scuola. </p>
<p><span id="more-742"></span></p>
<p><img src="http://www.culturasenzabarriere.org/wp-content/uploads/2009/11/Gutenberg_bible_Old_Testament_Epistle_of_St_Jerome-215x300.jpg" alt="" width="215" height="300" /></p>
<p>Durante il nostro incontro intendo quindi analizzare gli aspetti che possono rendere il testo scolastico digitale uno strumento potentissimo, di dimostrare come la questione peso/costo sia marginale (per quanto importante) rispetto agli altri vantaggi che questo garantisce &#8211; a patto che si evolva in qualcosa di diverso rispetto al file riciclato di un normale testo scolastico. Mi propongo di <strong>dimostrare come NON devono essere fatti i testi digitali</strong>, e perché, ovviamente. Si parlerà anche di <strong>accessibilità dei libri di testo</strong>, e dei DRM e dello spauracchio della pirateria. Ma mi interessa anche ipotizzare delle soluzioni, vedere come rendere questi nuovi strumenti degni del titolo di &#8220;testi digitali&#8221;. Ho iniziato a parlare di testi liquidi più di un anno fa, il processo evolutivo sarà lento ma inesorabile, e l&#8217;ebook che conosciamo ora non è niente di più che un (necessario) anello evolutivo che segna il passaggio tra oggetto-libro e strumento-ambiente. </p>
<p>Ma la cosa più importante forse è <strong>analizzare come si possono creare delle redazioni condivise tra editoria e scuola</strong>: fino a oggi gli insegnanti si sono visti recapitare, da volteggianti rappresentanti delle case editrici, cataloghi e copie saggio. Tra queste offerte hanno dovuto (e devono ancora) scegliere il migliore o il meno peggio. Ora la figura dell&#8217;editore si deve evolvere insieme al libro: fermi i suoi principali compiti (ai quali non deve abdicare: il primo, in assoluto, è quello di garantire l&#8217;autorevolezza di un testo, e poi c&#8217;è il resto del lavoro editoriale) l&#8217;editore deve imparare a dialogare con le scuole. Si può pensare che la principale differenza tra quelli che io chiamo &#8220;falsi testi digitali&#8221; (testi tradizionali in pdf) e i &#8220;veri testi digitali (nati per essere tali) sia la scrittura, che da lineare si fa radiale, ma se il libro si fa liquido è il flusso di ritorno a fare la differenza. L&#8217;editore deve confrontarsi seriamente con le scuole e gli insegnanti, da parte loro, hanno l&#8217;occasione di diventare parte attiva del cambiamento: il testo dovrebbe essere concepito dalla scuola, svilupparsi nell&#8217;utero virtuale della rete, essere partorito dall&#8217;editore, crescere educato da tutti. Il libro di testo deve essere figlio e padre della condivisione. Un lungo viaggio ci aspetta, ma per ora, riassumendo, mi accontenterei di provare a rispondere a queste poche domande: </p>
<ol>
<li>Cosa si pensa che siano i testi digitali per la scuola? </li>
<li>Cosa invece dovrebbero essere? </li>
<li>Come la mettiamo con l&#8217;accessibilità?</li>
<li>Perché la pirateria non deve far paura?</li>
<li>Perché le scuole non devono subire il cambiamento e come possono essere parte attiva?</li>
</ol>
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