						<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Cultura Senza Barriere 2010</title>
	<atom:link href="http://www.culturasenzabarriere.org/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.culturasenzabarriere.org</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sat, 20 Feb 2010 00:03:13 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Annullamento seminario Ciotti</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/annullamento-seminario-ciotti/</link>
		<comments>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/annullamento-seminario-ciotti/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 00:02:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni staff]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Ciotti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.culturasenzabarriere.org/?p=1328</guid>
		<description><![CDATA[Il seminario di Fabio Ciotti: Dal document repository al knowledge repository: per una convergenza tra Biblioteche Digitali Semantic Web e Digital Humanities, previsto alle ore 10 di sabato 20 non avrà luogo a causa di problemi di salute del relatore.
Ci scusiamo con gli iscritti per il disagio.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il seminario di Fabio Ciotti: <em>Dal document repository al knowledge repository: per una convergenza tra Biblioteche Digitali Semantic Web e Digital Humanities</em>, previsto alle ore 10 di sabato 20 non avrà luogo a causa di problemi di salute del relatore.</p>
<p>Ci scusiamo con gli iscritti per il disagio.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/annullamento-seminario-ciotti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Streaming del convegno inaugurale!</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/streaming-del-convegno-inaugurale/</link>
		<comments>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/streaming-del-convegno-inaugurale/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 19:56:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni staff]]></category>
		<category><![CDATA[cultura senza barriere]]></category>
		<category><![CDATA[streaming]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.culturasenzabarriere.org/?p=1323</guid>
		<description><![CDATA[Per coloro i quali non potranno essere presenti la mattina del 18 febbraio abbiamo previsto lo streaming della sessione inaugurale dell&#8217;evento Cultura Senza Barriere:
Per assistere collegarsi alla PAGINA DELLO STREAMING.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per coloro i quali non potranno essere presenti la mattina del 18 febbraio abbiamo previsto lo streaming della sessione inaugurale dell&#8217;evento Cultura Senza Barriere:</p>
<p>Per assistere collegarsi alla <a href="http://87.255.34.86/avvenimenti=live"><strong>PAGINA DELLO STREAMING</strong></a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/streaming-del-convegno-inaugurale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ringraziamenti</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/ringraziamenti/</link>
		<comments>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/ringraziamenti/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 01:04:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni staff]]></category>
		<category><![CDATA[cultura senza barriere]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Bertoni]]></category>
		<category><![CDATA[università di padova]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.culturasenzabarriere.org/?p=1291</guid>
		<description><![CDATA[Fra poco meno di una settimana ci incontreremo al Cultura Senza Barriere. È stato un lavoro lungo e faticoso progettare questo evento, e sono veramente orgoglioso del risultato. Un risultato reso possibile anche grazie alle persone che mi hanno aiutato spontaneamente e senza chiedere nulla in cambio.
Mi sembra giusto quindi ringraziare tutti, a partire dall&#8217;amico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fra poco meno di una settimana ci incontreremo al Cultura Senza Barriere. È stato un lavoro lungo e faticoso progettare questo evento, e sono veramente orgoglioso del risultato. Un risultato reso possibile anche grazie alle persone che mi hanno aiutato spontaneamente e senza chiedere nulla in cambio.</p>
<p>Mi sembra giusto quindi ringraziare tutti, a partire dall&#8217;amico Andrea Femminini, con il quale negli ultimi anni abbiamo realizzato altri due eventi del tutto simili a questo, nello spirito e nei contenuti, e coronati dal successo che anche il CSB spero possa avere. Un sentito ringraziamento anche a Riccardo Petracchini, designer del logo del convegno e della grafica del sito, e a Elena Moreni, la nostra redattrice e fotografa ufficiale.</p>
<p><span id="more-1291"></span></p>
<p><img src="http://www.culturasenzabarriere.org/wp-content/uploads/2010/02/cultura-senza-barriere-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Un ringraziamento particolare al Prof. Arslan, senza il quale nulla sarebbe stato possibile, e a Elisa Di Luca e Federica Tosini del Servizio Disabilità dell&#8217;Università di Padova che hanno saputo gestire al meglio situazioni complesse, compreso il mio pessimo carattere.</p>
<p>Ringrazio inoltre tutti i relatori che hanno accettato il mio invito con entusiasmo dimostrando che nel nostro paese c&#8217;è ancora voglia di fare cultura con responsabilità sociale. Un ringraziamento particolare a chi, tra i relatori, mi ha aiutato concretamente nella progettazione, in ordine alfabetico: Noa Carpignano, Gabriele Cazzulini, Roberto Ellero, Fabrizio Gramuglio, Ignazio Licata e Gianpiero Lotito.</p>
<p>Un aiuto importante è giunto anche da chi non solo ha aderito con entusiasmo all&#8217;evento iscrivendosi ai seminari ma anche aiutandoci a promuoverlo, in particolare: Silvia Zanotto e Gino Tocchetti.  </p>
<p>Infine, ma non da ultimi, desidero ringraziare tutti i membri dello staff del Cultura Senza Barriere:</p>
<ul>
<li><strong>Volontariato Internazionale</strong>: Boris Ludwig, Paul Philipp Morits, Claudius  Röhl, Lars Steinberg, Reentje Streuter.</li>
<li><strong>Servizio Civile Regionale</strong>: Amadio Valeria, Macciò Alessandro, Troisi Maria Cristina.</li>
<li><strong>Servizio Civile Nazionale</strong>: Gravilli Flavia, Di Carlo Mattia, Littera Romina, Marongiu Stefano, Piazzi Massimiliano, Rinio Annachiara, Zarrella Diego.</li>
<li><strong>Dipendenti Servizio Disabilità</strong>: Elisa Di Luca, Federica Tosini, Valeria De Perini, Marco Ciato, Luca Deppieri, Daniele Nicastro.</li>
</ul>
<p>Spero di non aver dimenticato nessuno :). Ci vediamo a Padova!</p>
<p><strong><a href="http://www.culturasenzabarriere.org/chi-siamo/marco-bertoni/">Marco Bertoni</a>, coordinatore didattico del convegno.</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/ringraziamenti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Come raggiungerci</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/come-raggiungerci/</link>
		<comments>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/come-raggiungerci/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 22:49:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Moreni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni staff]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.culturasenzabarriere.org/?p=1288</guid>
		<description><![CDATA[Ecco alcune utili informazioni per raggiungere il Cultura Senza Barriere.
Il centro storico di Padova è quasi interamente Zona a Traffico Limitato (accesso riservato ai residenti). Nelle aree limitrofe ci sono (pochi) parcheggi a raso, con tariffa oraria, e alcuni parcheggi custoditi. L&#8217;elenco dei parcheggi custoditi (comprensivo dell&#8217;indicazione del numero di posti riservati ai disabili) e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco alcune utili informazioni per raggiungere il Cultura Senza Barriere.</p>
<p>Il centro storico di Padova è quasi interamente Zona a Traffico Limitato (accesso riservato ai residenti). Nelle aree limitrofe ci sono (pochi) parcheggi a raso, con tariffa oraria, e alcuni parcheggi custoditi. L&#8217;elenco dei parcheggi custoditi (comprensivo dell&#8217;indicazione del numero di posti riservati ai disabili) e le relative tariffe sono disponibili nel sito di <a href="http://www.apsholding.it/parcheggi/pagina.asp?ind=protetta.htm&amp;m2=menu_2.html">APS Parcheggi</a>. Il nostro consiglio, comunque, è quello di lasciare l&#8217;auto in zona Fiera/Stazione e poi muoversi in autobus, in tram o a piedi. </p>
<p><strong>Per raggiungere la Facoltà di Psicologia</strong>: a piedi si impiegano circa 5-10 minuti dalla zona Fiera, e 15-20 minuti dalla Stazione FS. Gli autobus utili dalla Stazione sono il numero <strong>5</strong> (consulta gli <a href="http://www.apsholding.it/mobilita/pagina.asp?m1=menu_1.html&amp;m2=menu_2.html&amp;ind=orari/inverno/linea_05_inv_new.htm">orari</a>) o il <strong>18</strong> (consulta gli <a href="http://www.apsholding.it/mobilita/pagina.asp?m1=menu_1.html&amp;m2=menu_2.html&amp;ind=orari/inverno/linea_18_inv_new.htm">orari</a>), in direzione Fiera. </p>
<p><span id="more-1288"></span></p>
<p><strong>Per raggiungere il Palazzo del Bo</strong>: dalla Stazione FS, è possibile recarvisi a piedi (circa 20 minuti, la strada è dritta), in autobus (numero <strong>3</strong>, <a href="http://www.apsholding.it/mobilita/pagina.asp?m1=menu_1.html&amp;m2=menu_2.html&amp;ind=orari/inverno/linea_03_inv_new.htm">orari</a>; <strong>18</strong>, <a href="http://www.apsholding.it/mobilita/pagina.asp?m1=menu_1.html&amp;m2=menu_2.html&amp;ind=orari/inverno/linea_18_inv_new.htm">orari</a>; <strong>12</strong>, <a href="http://www.apsholding.it/mobilita/pagina.asp?m1=menu_1.html&amp;m2=menu_2.html&amp;ind=orari/inverno/linea_12_inv_new.htm">orari</a>. In tutti i casi la direzione da prendere è <strong>Prato della Valle</strong>) oppure in tram (direzione <strong>Capolinea Sud &#8211; Guizza</strong>) in assoluto il mezzo più veloce (consulta gli <a href="http://www.apsholding.it/mobilita/pagina.asp?ind=orari_tram_inv_09_new.htm&amp;m1=menu_1.html&amp;m2=menu_2.html">orari</a>). La fermata è <strong>Riviera Ponti Romani</strong>, il Palazzo del Bo è a cinque minuti a piedi. </p>
<p>Per quanto riguarda il <strong>tragitto Palazzo del Bo &#8211; Psicologia</strong>, è possibile prendere il bus <strong>18</strong> dalla fermata di <strong>Riviera Ponti Romani</strong>, scendendo all&#8217;altezza della Fiera, oppure a piedi (20-30 minuti di cammino). </p>
<p>Il biglietto del tram/autobus costa 1,10 euro. Per quanto riguarda i servizi per i passeggeri disabili, la maggior parte delle fermate e dei veicoli è accessibile per le carrozzine. Il tram dispone inoltre del servizio di annuncio vocale delle fermate. Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi al numero di telefono 840.001.055. </p>
<p>Per chi preferisse il <strong>Taxi</strong>, il numero da chiamare è <strong>049 651333</strong> (Cooperativa Radio Taxi Padova). E&#8217; possibile, prenotando almeno 24 ore prima via telefono, fax (049 760369) o e-mail: <a href="mailto:handy-cab@taxipadova.com">handy-cab@taxipadova.com</a>, usufruire del servizio su taxi attrezzati per il trasporto dei disabili in carrozzina e dei loro eventuali accompagnatori (massimo tre persone). </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/come-raggiungerci/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Alberghi convenzionati</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/alberghi-convenzionati/</link>
		<comments>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/alberghi-convenzionati/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 00:02:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni staff]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.culturasenzabarriere.org/?p=1249</guid>
		<description><![CDATA[Scarica la lista degli alberghi convenzionati con il Cultura Senza Barriere (PDF).
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scarica la lista degli <a href='http://www.culturasenzabarriere.org/wp-content/uploads/2010/02/alberghi_convenzionati.pdf'>alberghi convenzionati</a> con il Cultura Senza Barriere (PDF).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/alberghi-convenzionati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Annullamento seminario Resmini</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/annullamento-seminario-resmini/</link>
		<comments>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/annullamento-seminario-resmini/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 10:13:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni staff]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Resmini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.culturasenzabarriere.org/?p=1246</guid>
		<description><![CDATA[Purtroppo Andrea Resmini non potrà essere presente al convegno, per cui il seminario Arte e scienza dell’essere altrove. Spazio e luogo nei film, nei videogames e nelle Belle Arti non avrà luogo.
In sostituzione è previsto il seminario di Edoardo Arslan ed Elisa Di Luca L’impairment uditivo negli studenti universitari.
Gli iscritti al seminario di Andrea Resmini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo Andrea Resmini non potrà essere presente al convegno, per cui il seminario <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/2009/12/arte-e-scienza-dellessere-altrove-spazio-e-luogo-nei-film-nei-videogames-e-nelle-belle-arti/">Arte e scienza dell’essere altrove. Spazio e luogo nei film, nei videogames e nelle Belle Arti</a> non avrà luogo.</p>
<p>In sostituzione è previsto il seminario di Edoardo Arslan ed Elisa Di Luca <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/l%E2%80%99impairment-uditivo-negli-studenti-universitari/">L’impairment uditivo negli studenti universitari</a>.</p>
<p>Gli iscritti al seminario di Andrea Resmini possono aggiornare la loro iscrizione compilando il <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/iscrizione/iscrizione-seminari/">modulo di iscrizione</a> ricordandosi di selezionare la voce AGGIORNAMENTO.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/annullamento-seminario-resmini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Innovative metodologie d’accesso alla musica per utenti ciechi</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/innovative-metodologie-d%e2%80%99accesso-alla-musica-per-utenti-ciechi/</link>
		<comments>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/innovative-metodologie-d%e2%80%99accesso-alla-musica-per-utenti-ciechi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 23:34:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Nicotra]]></category>
		<category><![CDATA[musica accessibile]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.culturasenzabarriere.org/?p=1238</guid>
		<description><![CDATA[Abstract del seminario di Giuseppe Nicotra.
Fa parte della coscienza comune l’equazione cieco = musicista; questo luogo comune tuttavia trae origine in una realtà storica: in effetti, a prescindere da celebri ciechi musicisti, uno per tutti Francesco Landini (vissuto nel XIV secolo, detto “il cieco degli organi”) sono numerosi gli esempi di musicisti non vedenti che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/giuseppe-nicotra/" title="Giuseppe Nicotra">Giuseppe Nicotra</a>.</strong></p>
<p>Fa parte della coscienza comune l’equazione cieco = musicista; questo luogo comune tuttavia trae origine in una realtà storica: in effetti, a prescindere da celebri ciechi musicisti, uno per tutti Francesco Landini (vissuto nel XIV secolo, detto “il cieco degli organi”) sono numerosi gli esempi di musicisti non vedenti che hanno raggiunto la celebrità, in passato come oggigiorno.</p>
<p><span id="more-1238"></span></p>
<p>L’educazione dei ciechi, dai suoi inizi sistematici (Francia fine Settecento), è stata organizzata secondo il modello della “segregazione”, intendendo con questa espressione la disgiunzione delle strutture educative dei ciechi rispetto a quelle comuni.</p>
<p>Le scuole, o meglio gli istituti per ciechi, nei loro programmi, comprendevano nella maggior parte dei casi anche studi musicali. Esisteva quindi personale specializzato, spartiti trascritti in Braille a cura del personale della scuola stessa ove non si potevano reperire altrove. D’altro canto la società del passato richiedeva la figura del musicista per servizi liturgici, per le feste ed altro ancora.</p>
<p>A partire dagli anni Sessanta, in Italia ed in alcuni altri paesi europei, con l’affermarsi della tendenza alla integrazione scolastica, l’educazione musicale, di per sé negletta dal nostro sistema formativo, ha subito un calo verticale nel caso dei non vedenti. Vi sono difficoltà obiettive che forniscono qualche spiegazione a questa tendenza: </p>
<ul>
<li>distanza fra notazione musicale comune e notazione musicale Braille;</li>
<li>conseguente difficoltà di reperire insegnanti di musica preparati;</li>
<li>difficoltà, tempi lunghi ed alti costi delle trascrizioni;</li>
<li>una tendenza alla velocità ed alle “scorciatoie”, che investe anche il modo di fare scuola, per cui la manualità, lo studio analitico, le esperienze dirette, vengono relegate ad attività collaterali dalla vera e propria scuola.</li>
</ul>
<p>A tutto questo si può reagire diffondendo conoscenze specifiche, preparando insegnanti di musica ad affrontare problematiche specifiche, le quali, dopo tutto, sono meno insuperabili di ciò che si possa immaginare; attivando una rete di servizi e di iniziative che creino sinergie fra chi è esperto e chi vuole innovare.<br />
Per tutte queste ragioni vale la pena investire risorse tecniche ed umane per dare al soggetto non vedente una opportunità insostituibile di accesso all’arte, alla storia della produzione artistica, alla possibilità di essere egli stesso soggetto consapevolmente creativo.</p>
<p>Se la prima grande rivoluzione è stata quella di Luis Braille che ha risolto i limiti di accesso alla cultura grazie al suo sistema di scrittura, una seconda trasformazione è avvenuta grazie all’informatica e all’introduzione dei diplay Braille e degli screen reader. Queste novità sono principalmente rivolte a favore del testo tradizionale mentre solo recentemente grazie a programmi come il Braille Music Editor e a progetti di ricerca come Contrapunctus si è allargato l’impiego dell’informatica anche per la musica. L’utente sta iniziando ad apprezzare tali novità e sono in crescita coloro che preferiscono il testo elettronico rispetto ai voluminosi libri musicali di carta in rilievo. Si tratta di iniziative di ricerca che evidenziano un vero e proprio salto di qualità sul terreno delle autonomie e delle pari opportunità che hanno trovato luogo fertile a Padova che elenca una antica tradizione di impegno a favore dell’educazione musicale dei ciechi e alla produzione di testi musicali Braille grazie alla presenza dell’Istituto dei ciechi Configliacchi, al Conservatorio Musicale Statale di Padova C. Pollini (che promuove un corso di &#8220;Metodologie e tecniche musicali per le disabilità”) e all’Università di Padova che sviluppa sia la ricerca su tali tematiche attraverso il “Laboratorio di musica accessibile” e sia la formazione degli studenti del corso in DAMS della Facoltà di Lettere e Filosofia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/innovative-metodologie-d%e2%80%99accesso-alla-musica-per-utenti-ciechi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Comunità di pratica e Social Learning</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/comunita-di-pratica-e-social-learning/</link>
		<comments>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/comunita-di-pratica-e-social-learning/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 08:19:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[comunità di pratica]]></category>
		<category><![CDATA[e-learning]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliana Guazzaroni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.culturasenzabarriere.org/?p=1226</guid>
		<description><![CDATA[Abstract del seminario di Giuliana Guazzaroni.
Le Comunità di pratica (CdP) sono sistemi emergenti all’interno dei quali si gestisce la conoscenza che deriva dalle pratiche di rete dei singoli componenti. Dall’antichità ai giorni nostri, organizzarsi in comunità costituisce un fenomeno sociale di interesse che rivela il bisogno di riconoscimento reciproco all’interno di un gruppo e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/giuliana-guazzaroni/">Giuliana Guazzaroni</a>.</strong></p>
<p>Le <strong>Comunità di pratica (CdP)</strong> sono sistemi emergenti all’interno dei quali si gestisce la conoscenza che deriva dalle pratiche di rete dei singoli componenti. Dall’antichità ai giorni nostri, organizzarsi in comunità costituisce un fenomeno sociale di interesse che rivela il bisogno di riconoscimento reciproco all’interno di un gruppo e di conseguente autorealizzazione. </p>
<p>Le Comunità di pratica sono “gruppi di persone che condividono un interesse, un insieme di problemi, una passione rispetto a una tematica e che approfondiscono la loro conoscenza ed esperienza in quest’area mediante interazioni continue.” (Wenger E., McDermott, R., Snyder, W. M.; 2007).</p>
<p><span id="more-1226"></span></p>
<p>C’è qualcosa nella pratica di ogni persona che la rende universale. La propria identità è legata all’interazione, alla competenza sociale. L’identità si costruisce facendo esperienza, la pratica non è qualcosa di stabile ma è qualcosa in continuo divenire.</p>
<p>Gli individui che appartengono a una Comunità di pratica non necessariamente lavorano insieme, ma sicuramente condividono interessi, bisogni, aspirazioni e idee che le fanno sentire unite e motivate nell’ambito di una stessa comunità. All’interno delle comunità, a poco a poco, la collaborazione e il dialogo, l’interazione e lo scambio reciproco di esperienza consentono di costruire una conoscenza condivisa e preziose relazioni personali. </p>
<p>Il punto di partenza è l’abilità di riconoscere gli altri come eventuali partner per dare forma a delle comunità. Le persone possono riconoscersi l’un l’altra in base alla propria esperienza e al fatto che c’è un interesse reciproco per l’esperienza dell’altro (“Io sono interessato alla tua esperienza”). Il focus delle comunità risiede nella pratica e nel saper riconoscere l’altro.</p>
<p>Le Comunità sono paragonabili a esseri viventi, dunque a ecologie. Nella fase di progettazione di una Comunità di pratica occorre considerare la complessità dell’organismo che si intende formare. Si inizia con la creazione di un elemento che cresca di vita propria. Ci sono esempi di comunità considerate marginali che nel processo di evoluzione diventano strategiche per l&#8217;organizzazione o il territorio di appartenenza. Le comunità di pratica, come gli organismi viventi, durante la fase di crescita mutano, come anche durante la fase di maturità.</p>
<p>La collaborazione, il dialogo, l’interazione e lo scambio di esperienze che avvengono all’interno di una Comunità di pratica consentono di costruire relazioni personali e di accumulare conoscenza in riferimento a settori specifici e strategici. Rendere la conoscenza accessibile e fruibile nelle organizzazioni complesse è una problematica sentita che ha portato a investimenti in tecnologie e sistemi informatici. Tuttavia, nulla è più accessibile, vivo e vibrante di una comunità che dibatte, discute, si confronta e sviluppa soluzioni in merito a tematiche rilevanti. La comunità stessa e i suoi membri sono uno strumento per conservare e sviluppare la conoscenza delle organizzazioni, oltre a consentire lo sviluppo di competenze nelle persone e a valorizzarne i talenti. </p>
<p>“La tendenza per il terzo millennio è l&#8217;affermarsi di nuove forme di socialità tenute insieme dalla condivisione di emozioni. All&#8217;orizzonte c&#8217;è un &#8220;ideale comunitario&#8221; ancora non del tutto definito ma di cui ci sono tracce nelle manifestazioni più recenti dell&#8217;immaginario collettivo” (Maffesoli, 2004).</p>
<p>Il Web, oltre a essere un fenomeno sociale che aggrega tribù eterogenee di cittadini appartenenti a contesti e a fasce d’età differenti, è anche una risorsa strategica per le Comunità di pratica che in questo humus traggono nutrimento per costruire apprendimenti di tipo informale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/comunita-di-pratica-e-social-learning/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tecnologia Wireless e connettività al servizio della Modern Hearing Care</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/tecnologia-wireless-e-connettivita-al-servizio-della-modern-hearing-care/</link>
		<comments>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/tecnologia-wireless-e-connettivita-al-servizio-della-modern-hearing-care/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 22:02:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari promozionali]]></category>
		<category><![CDATA[Oticon]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.culturasenzabarriere.org/?p=1211</guid>
		<description><![CDATA[Abstract del seminario promozionale di Oticon.
Relatori
Ing. Massimiliano Dotti.
Provate a pensare cos’erano in grado di offrire i computer 5/10 anni fa. Erano potenti sistemi di archiviazione elettronica, elaboratori di testo e processori numerici. Erano finalizzati ad accrescere la produttività individuale attraverso la potente elaborazione digitale dei segnali. Purtroppo, la connettività con il mondo esterno veniva trattata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario promozionale di Oticon.</strong></p>
<h3 class="piccolo">Relatori</h3>
<p><strong>Ing. Massimiliano Dotti.</strong></p>
<p>Provate a pensare cos’erano in grado di offrire i computer 5/10 anni fa. Erano potenti sistemi di archiviazione elettronica, elaboratori di testo e processori numerici. Erano finalizzati ad accrescere la produttività individuale attraverso la potente elaborazione digitale dei segnali. Purtroppo, la connettività con il mondo esterno veniva trattata come un’opzione successiva che richiedeva hardware aggiuntivo e macchinosi collegamenti a canali di telecomunicazione preesistenti. Collegare un modem, comporre un numero telefonico e sperare, nella migliore delle ipotesi, in una connessione a banda limitata. </p>
<p><span id="more-1211"></span></p>
<p><img src="http://www.culturasenzabarriere.org/wp-content/uploads/2010/02/Oticon_Epoq-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Oggigiorno la connettività è parte integrante di un PC. La comunicazione su banda larga è scontata. Adesso, tastiere senza fili e compatibilità Bluetooth sono caratteristiche standard. Ora è raro trovare un computer che non si colleghi al web. Sembra quasi arcaico. Questo cambiamento dell’hardware ha inaugurato un’epoca di enormi possibilità. L’unica potenza di un PC isolato è rappresentato dai dati e dal software in esso contenuti. Ma un computer collegato in rete sfrutta la potenza di tutti i computer di quella rete, ed uno collegato al Web mondiale attinge alle risorse di milioni e milioni di altri computer. </p>
<p>Ispirandoci agli attuali PC, l’architettura presente nelle moderne protesi acustiche è la prima architettura per apparecchi acustici imperniata fin dall’inizio sulla funzione chiave della connettività. A differenza dei vecchi sistemi operativi, la connettività non è una funzione opzionale. Piuttosto sia in termini di hardware che di funzionalità, la connettività tra apparecchi acustici e tra gli apparecchi acustici e gli strumenti di connessione al mondo esterno è il cuore del progetto. Il prodotto che per primo ha implementato il concetto della connettività nel mondo degli apparecchi acustici è stato Oticon Epoq. Oticon Epoq utilizza infatti un collegamento wireless per offrire al cervello un’immagine sonora unica e bilanciata che guida nella comprensione del parlato, nel riconoscimento dei suoni e della loro provenienza. Oltre ad essere di fondamentale ausilio nell’utilizzo di dispositivi quali il telefono cellulare, la TV, il telefono fisso, il PC, l’Mp3. Queste le caratteristiche che hanno portato il prestigioso Osservatorio <a href="http://www.well-tech.it">Well-Tech</a> ad includere Oticon Epoq fra le “60 innovazioni che cambiano la vita”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/tecnologia-wireless-e-connettivita-al-servizio-della-modern-hearing-care/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mobile Wireless Accessibility</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/mobile-wireless-accessibility/</link>
		<comments>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/mobile-wireless-accessibility/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 21:38:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari promozionali]]></category>
		<category><![CDATA[IBM]]></category>
		<category><![CDATA[Mobile Wireless Accessibility]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.culturasenzabarriere.org/?p=1207</guid>
		<description><![CDATA[Abstract del seminario promozionale di IBM.
Relatori
Francesco Levantini.
Queste tre parole possono dare all&#8217;IT la forza di cambiare la realtà. La forte relazione tra queste tre tecnologie consente a tutti di essere protagonisti nell&#8217;era Smart. L&#8217;autonomia e le personalizzazioni realizzabili non solo abbattono il Digital Divide, ma portano una forza innovatrice nel Social Network che cambia i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario promozionale di IBM.</strong></p>
<h3 class="piccolo">Relatori</h3>
<p><strong>Francesco Levantini</strong>.</p>
<p>Queste tre parole possono dare all&#8217;IT la forza di cambiare la realtà. La forte relazione tra queste tre tecnologie consente a tutti di essere protagonisti nell&#8217;era Smart. L&#8217;autonomia e le personalizzazioni realizzabili non solo abbattono il Digital Divide, ma portano una forza innovatrice nel Social Network che cambia i paradigmi sensoriali portando in evidenza nuove opportunità per tutti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/mobile-wireless-accessibility/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Percorsi formativi per l’esperto in accessibilità culturale</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/percorsi-formativi-per-l%e2%80%99esperto-in-accessibilita-culturale/</link>
		<comments>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/percorsi-formativi-per-l%e2%80%99esperto-in-accessibilita-culturale/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 21:19:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari promozionali]]></category>
		<category><![CDATA[Accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteche digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Nasi]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Corradini]]></category>
		<category><![CDATA[Elisabetta Genovese]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Guaraldi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.culturasenzabarriere.org/?p=1203</guid>
		<description><![CDATA[Abstract del seminario promozionale dell&#8217;Università di Modena e Reggio Emilia.
Relatori
Elena Corradini, Docente di museologia e critica artistica e del restauro, Università di Modena e Reggio Emilia.
L’accessibilità culturale, intesa come la possibilità di accedere per il maggior numero di persone possibile al patrimonio e in particolare all’informazione culturale ricorrendo alla funzionalità di alcuni sistemi o entità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario promozionale dell&#8217;Università di Modena e Reggio Emilia.</strong></p>
<h3 class="piccolo">Relatori</h3>
<p><strong>Elena Corradini</strong>, Docente di museologia e critica artistica e del restauro, Università di Modena e Reggio Emilia.</p>
<p>L’accessibilità culturale, intesa come la possibilità di accedere per il maggior numero di persone possibile al patrimonio e in particolare all’informazione culturale ricorrendo alla funzionalità di alcuni sistemi o entità telematiche, soprattutto a portali informatici, siti web, banche dati e biblioteche digitali, utilizzando tecnologie assistive, richiede specifiche conoscenze e capacità.</p>
<p><span id="more-1203"></span></p>
<p>Risulta perciò fondamentale definire uno specifico profilo professionale per l’<strong>esperto in accessibilità culturale</strong>, prendendo anche l’avvio da due recenti documenti elaborati nell&#8217;ambito dell&#8217;ICTOP, <a href="http://ictop.alfahosting.org">Comitato Internazionale per la formazione del personale</a> dell’<a href="http://icom.museum">International Council of Museums</a>: le <a href="http://www.catalogazioneinformaticabeniculturali.unimore.it/on-line/Home/documento10571.html">Linee Guida per lo sviluppo delle professioni museali</a> e la <a href="http://www.catalogazioneinformaticabeniculturali.unimore.it/on-line/Home/documento10569.html">Carta delle Professioni Museali in Italia e in Europa</a>. </p>
<p>L’esperto in accessibilità culturale è incaricato di facilitare la vita indipendente, di <strong>progettare soluzioni per permettere di accedere ai servizi e ai contenuti culturali</strong> di luoghi culturali, istituzioni e associazioni culturali e di volontariato, fondazioni, rifacendosi in particolare alle recenti indicazioni della Commissione Europea, attraverso l’utilizzo delle moderne e aggiornate tecnologie soprattutto informatiche, aggirando o rimuovendo ostacoli a persone con difficoltà o limitazioni fisiche, cognitive e sensoriali, o in situazioni particolari nelle quali non possono essere utilizzati i normali strumenti di input e/o output.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/percorsi-formativi-per-l%e2%80%99esperto-in-accessibilita-culturale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L’impairment uditivo negli studenti universitari</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/l%e2%80%99impairment-uditivo-negli-studenti-universitari/</link>
		<comments>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/l%e2%80%99impairment-uditivo-negli-studenti-universitari/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 21:07:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[Edoardo Arslan]]></category>
		<category><![CDATA[Elisa Di Luca]]></category>
		<category><![CDATA[impairment uditivo]]></category>
		<category><![CDATA[impianti cocleari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.culturasenzabarriere.org/?p=1199</guid>
		<description><![CDATA[Abstract del seminario di Edoardo Arslan ed Elisa Di Luca.
Negli ultimi 20 anni si è assistito a un radicale cambiamento nel trattamento dell’impairment uditivo sia nei bambini che negli adulti. Con l’introduzione di protesi acustiche tecnologicamente sempre più sofisticate e potenti e soprattutto con l’utilizzo dagli impianti cocleari nelle ipoacusie profonde, procedure che oggi sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/convegno-inaugurale/edoardo-arslan/"><strong>Edoardo Arslan</strong></a> ed <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/elisa-di-luca/"><strong>Elisa Di Luca</strong></a>.</strong></p>
<p>Negli ultimi 20 anni si è assistito a un radicale cambiamento nel trattamento dell’impairment uditivo sia nei bambini che negli adulti. Con l’introduzione di protesi acustiche tecnologicamente sempre più sofisticate e potenti e soprattutto con l’utilizzo dagli impianti cocleari nelle ipoacusie profonde, procedure che oggi sono di routine nei Paesi Europei, è possibile recuperare una soglia uditiva adeguata alla percezione del messaggio verbale in tutti i tipi e gradi di hearing losses.</p>
<p><span id="more-1199"></span></p>
<p>Questa possibilità ha migliorato enormemente le aspettative di una buona qualità della vita dei pazienti con lesioni uditive, ma soprattutto ha modificato radicalmente l’approccio tradizionale al rapporto tra impairment uditivo e disabilità-handicap uditivi.<br />
Vi sono tre fattori principali che contribuiscono a determinare la gravità della disabilità uditiva indotta da una hearing loss:</p>
<ol>
<li>il grado di perdita uditiva fattore che oggi è completamente reversibile con le procedure di correzione protesica disponibili;</li>
<li>il tipo e l’efficacia della correzione protesica adottata dal soggetto, fattore anche questo da considerarsi reversibile;</li>
<li>l’età di insorgenza della lesione uditiva in funzione dell’influenza che la lesione può aver avuto nello sviluppo del linguaggio del soggetto.</li>
</ol>
<p>Quest’ultimo fattore è il più critico e riguarda la categoria di hearing losses chiamate pre-verbali, e cioè che insorgono nel bambino, dalla nascita fino ai primi 4 anni di vita, per gli effetti irreversibili che possono avere sulla percezione uditiva e del linguaggio. L’assenza di una adeguato ingresso uditivo durante il periodo di plasticità e di sviluppo del cervello provoca infatti un handicap permanente dovuto alla mancata organizzazione delle strutture nervose.<br />
Per questo motivo oggi non è più proponibile schematizzare impairment e disabilità uditiva negli studenti solo in base all’audiogramma, ma va attentamente considerati gli aspetti legati alle sue abilità linguistiche, soprattutto per poter scegliere gli interventi e i supporti più adeguati alla sua partecipazione alle lezioni e alle attività accademiche.</p>
<p>Nella nostra Università da più di 15 anni gli studenti sordi che fanno richiesta di un supporto al Sevizio Disabilità vengono valutati attraverso il colloquio iniziale di orientamento e in base al tipo di comunicazione che utilizzano (LIS: Lingua Italiana dei Segni oppure oralista) vengono decisi i supporti da erogare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/l%e2%80%99impairment-uditivo-negli-studenti-universitari/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Oltre le barriere reali: le opportunità dei mondi virtuali</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/oltre-le-barriere-reali-le-opportunita-dei-mondi-virtuali/</link>
		<comments>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/oltre-le-barriere-reali-le-opportunita-dei-mondi-virtuali/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 19:38:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[geographical information system]]></category>
		<category><![CDATA[mirror worlds]]></category>
		<category><![CDATA[mondi virtuali]]></category>
		<category><![CDATA[Sonia La Rosa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.culturasenzabarriere.org/?p=1180</guid>
		<description><![CDATA[Abstract del seminario di Sonia La Rosa.
Il mio seminario offrirà una panoramica che comprende l’interazione tra la realtà e il mondo virtuale, “Cross Reality”.
Sulla scorta delle indagini attualmente in corso e della presentazione di alcuni casi empirici, il centro di gravitazione del mio seminario sono gli usi professionali dei mondi virtuali e la capacità inclusiva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/sonia-la-rosa/">Sonia La Rosa</a>.</strong></p>
<p>Il mio seminario offrirà una panoramica che comprende l’<strong>interazione tra la realtà e il mondo virtuale</strong>, “Cross Reality”.</p>
<p>Sulla scorta delle indagini attualmente in corso e della presentazione di alcuni casi empirici, il centro di gravitazione del mio seminario sono gli usi professionali dei mondi virtuali e la capacità inclusiva dei mondi virtuali nel coinvolgere persone e gruppi sociali in attività significative per risolvere problemi non solo legati alla sfera individuale.</p>
<p><span id="more-1180"></span></p>
<p>Gli elementi di questa panoramica sono le nuove forme di rappresentazione e i nuovi linguaggi comunicativi che nelle attività sia private sia pubbliche utilizzano sempre più i <strong>Mondi Virtuali Multiutente</strong>, rappresentando strumenti in linea con i principi dello sviluppo sostenibile.</p>
<p>I Mondi Virtuali:</p>
<ul>
<li>per il supporto ai processi partecipativi dei cittadini durante le scelte progettuali e di pianificazione degli spazi pubblici urbani;</li>
<li>per l’addestramento nelle aziende sia pubbliche sia private;</li>
<li>per la formazione in qualsiasi campo e livello (scolastico, sanitario, militare, etc.);</li>
<li>per la progettazione condivisa; </li>
<li>per l’assistenza sanitaria;</li>
<li>per la simulazione di  situazioni di emergenza e rischio.</li>
</ul>
<p>Prerequisito essenziale di questi mondi è l’integrazione con tools, media e piattaforme esterne al fine di garantire un ottimo livello di cross-mediality.<br />
Illustrerò analisi e strategie nell’utilizzo dei mondi virtuali come strumenti multifunzionali, descrivendo alcuni recenti casi studio e alcune best practices basate sull’impiego di Mondi Virtuali Personalizzati, Multiutente ed Immersivi e mondi su piattaforme di tipo GIS (Geographical Information System).</p>
<p>Alcune città si sono già dotate di Mondi Virtuali GIS e di Mondi Specchio (Mirror Worlds) aperti a chiunque online attraverso la semplice creazione di un account e di un avatar. Queste piattaforme, di ultima generazione, non richiedono all’utente potenti prestazioni hardware e sofisticati client, perché l’accesso è direttamente dal web e hanno un tipo di interfaccia molto intuitivo rimanendo, quindi, alla portata di tutti.  Sono mondi precostituiti che lasciano un eventuale spazio di realizzabilità per attività private, ma che servono principalmente a fornire una serie di servizi pubblici e privati, eventi online ai cittadini, compreso l’e-commerce,  l’e-booking di alberghi ed altro, visite turistiche, fruizione di spazi museali, contatto diretto attraverso webcam con operatori oltre che attraverso chat, sharing di file, etc.</p>
<p>Un breve cenno, inoltre, sarà sui cosiddetti <strong>luoghi sensibili</strong> e l’<strong>augmented reality</strong> con le sue applicazioni nella telefonia mobile che fornisce layer informativi altrimenti preclusi nel luogo fisico.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/oltre-le-barriere-reali-le-opportunita-dei-mondi-virtuali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;integrazione di approcci formali e informali nell&#8217;apprendimento in rete. Il caso dell&#8217;italiano per stranieri</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/lintegrazione-di-approcci-formali-e-informali-nellapprendimento-in-rete-il-caso-dellitaliano-per-stranieri/</link>
		<comments>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/lintegrazione-di-approcci-formali-e-informali-nellapprendimento-in-rete-il-caso-dellitaliano-per-stranieri/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 20:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[e-learning]]></category>
		<category><![CDATA[Stefania Spina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.culturasenzabarriere.org/?p=1174</guid>
		<description><![CDATA[Abstract del seminario di Stefania Spina.
Secondo un modello che tenta di descrivere la comunicazione in rete, i due elementi che la caratterizzano sono: stocks and flows. Gli “stocks” sono le informazioni strutturate, statiche, che esistono in un certo luogo e costituiscono punti di riferimento stabili (ad esempio i materiali didattici organizzati in un corso in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/stefania-spina/">Stefania Spina</a>.</strong></p>
<p>Secondo un <a href="http://www.commoncraft.com/archives/000593.html">modello che tenta di descrivere la comunicazione in rete</a>, i due elementi che la caratterizzano sono: <strong>stocks</strong> and <strong>flows</strong>. Gli “stocks” sono le informazioni strutturate, statiche, che esistono in un certo luogo e costituiscono punti di riferimento stabili (ad esempio i materiali didattici organizzati in un corso in e-learning, con test periodici di valutazione per la veriﬁca delle competenze); i “flows” sono i flussi di informazione prodotti dagli utenti, dinamici, in continua evoluzione, coinvolgenti dal punto di vista della partecipazione. </p>
<p><span id="more-1174"></span></p>
<p>L&#8217;efficacia di un approccio didattico che integri stoks e flows risiede nella possibilità di sfruttare i due poli di questo tipo di comunicazione, da un lato quello formale, in cui i contenuti didattici sono organizzati e strutturati, dall&#8217;altro quello informale, in cui l&#8217;apprendimento avviene in modo destrutturato e occasionale, attraverso le interazioni tra pari e l&#8217;uso di contenuti prodotti dagli stessi apprendenti, in stile &#8220;web 2.0&#8243;.</p>
<p>Un progetto che cerca di integrare dimensione &#8220;formale&#8221; e &#8220;informale&#8221; è <a href="http://april.unistrapg.it/">April</a> (Ambiente personalizzato di rete per l&#8217;insegnamento linguistico), dell&#8217;Università per Stranieri di Perugia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/lintegrazione-di-approcci-formali-e-informali-nellapprendimento-in-rete-il-caso-dellitaliano-per-stranieri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Internet e la costruzione del brand. Il ruolo della Rete: contenuto o contenitore?</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/internet-e-la-costruzione-del-brand-il-ruolo-della-rete-contenuto-o-contenitore/</link>
		<comments>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/internet-e-la-costruzione-del-brand-il-ruolo-della-rete-contenuto-o-contenitore/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 21:36:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Palombo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.culturasenzabarriere.org/?p=1147</guid>
		<description><![CDATA[Abstract del seminario di Fabio Palombo.
Una volta, per comunicare un brand, c’erano i mezzi classici: televisione, stampa, affissione, radio, direct marketing, punto vendita. Poi è arrivato Internet. E tutto è cambiato. Poi sono arrivati i social network. E tutto quello che era cambiato, è cambiato di nuovo. Si sono aperti nuovi orizzonti, canali di comunicazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/fabio-palombo/">Fabio Palombo</a>.</strong></p>
<p>Una volta, per comunicare un brand, c’erano i mezzi classici: televisione, stampa, affissione, radio, direct marketing, punto vendita. Poi è arrivato Internet. E tutto è cambiato. Poi sono arrivati i social network. E tutto quello che era cambiato, è cambiato di nuovo. Si sono aperti nuovi orizzonti, canali di comunicazione impensabili fino a qualche anno prima, si è messo in discussione un sistema sostanzialmente immobile nell’ultimo mezzo secolo, dove si era avuta solo la moltiplicazione di se stesso, mai un reale cambiamento. Per la prima volta, la comunicazione non è più “Io parlo, tu ascolti”, ma “Io parlo, tu rispondi e voi parlate di me”. Un cambiamento epocale nelle strategie di comunicazione. Ma per clienti e agenzie di pubblicità, è veramente tutto cambiato? La risposta è nì.</p>
<p><span id="more-1147"></span></p>
<ul>
<li>Come Internet aiuta a costruire l’immagine di marca.</li>
<li>Trust (Fiducia) e Engagement (Relazione): come i valori del web diventano i valori del brand.</li>
<li>Case-histories di successo, attraverso l’utilizzo del web e, in particolare, dei social network.</li>
<li>Il ritardo della comunità creativa italiana e degli uomini di marketing: la subalternità di Internet rispetto ai media tradizionali.</li>
<li>Virals da tutto il mondo, a esaurimento tempo a disposizione.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/internet-e-la-costruzione-del-brand-il-ruolo-della-rete-contenuto-o-contenitore/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L’apprendimento in rete: riflessione generale sugli strumenti a disposizione, i problemi aperti e le prospettive future</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/l%e2%80%99apprendimento-in-rete-riflessione-generale-sugli-strumenti-a-disposizione-i-problemi-aperti-e-le-prospettive-future/</link>
		<comments>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/l%e2%80%99apprendimento-in-rete-riflessione-generale-sugli-strumenti-a-disposizione-i-problemi-aperti-e-le-prospettive-future/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 23:53:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[e-learning]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Pietronilla Penna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.culturasenzabarriere.org/?p=1117</guid>
		<description><![CDATA[Abstract del seminario di Maria Pietronilla Penna.
Gli strumenti e le possibilità messe a disposizione dal Web 2.0 consentono all’e-learning di utilizzarle per proporre ambienti di apprendimento centrati sull’utente ove quest’ultimo diventa protagonista nella costruzione del suo percorso formativo, fondando i suoi interessi didattico-formativi non su percorsi precostituiti, ma sulla creazione informale di percorsi di senso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/maria-pietronilla-penna/">Maria Pietronilla Penna</a>.</strong></p>
<p>Gli strumenti e le possibilità messe a disposizione dal Web 2.0 consentono all’e-learning di utilizzarle per proporre ambienti di apprendimento centrati sull’utente ove quest’ultimo diventa <strong>protagonista nella costruzione del suo percorso formativo</strong>, fondando i suoi interessi didattico-formativi non su percorsi precostituiti, ma sulla creazione informale di percorsi di senso che scaturiscono dall’interazione in rete e dalla partecipazione ad attività condivise (blog, forum, chat). Le comunità virtuali costituiscono la struttura più efficace, tuttavia essa dovrà impegnarsi a definire con regole certe la qualità del sapere che crea e rende disponibile, evitando controlli autoritativi, spesso inefficaci.</p>
<p><span id="more-1117"></span></p>
<p>Nello specifico, l’intervento analizzerà tre grosse aree di criticità:</p>
<ol>
<li>Passaggio da un apprendimento etero-diretto a un apprendimento auto-diretto:
<ol>
<li>Minore influenza delle tecniche didattiche tradizionali nell’apprendimento auto-diretto.</li>
<li>Necessità di maggiore autoconsapevolezza e chiarezza dei propri bisogni formativi.</li>
<li>Autocostruzione degli strumenti.</li>
<li>Selezione dei contenuti e bisogni formativi.</li>
</ol>
</li>
<li>Passaggio dalla dimensione individuale a quella sociale dell’apprendimento:
<ol>
<li>Social software (blog, wiki, forum, bookmark …)</li>
<li>Cooperative learning.</li>
</ol>
</li>
<li>Apprendimento da parte dell’utente dell’uso critico delle fonti del web:
<ol>
<li>Capacità di reperimento e disponibilità all’accesso alle fonti scientificamente verificate.</li>
<li>Criteri generali di verificabilità scientifica delle fonti.</li>
</ol>
</li>
</ol>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/l%e2%80%99apprendimento-in-rete-riflessione-generale-sugli-strumenti-a-disposizione-i-problemi-aperti-e-le-prospettive-future/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;agire del conflitto: Rivoluzione o Mutazione</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/lagire-del-conflitto-rivoluzione-o-mutazione/</link>
		<comments>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/lagire-del-conflitto-rivoluzione-o-mutazione/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 12:47:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[biopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[politica online]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Bellucci]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.culturasenzabarriere.org/?p=1109</guid>
		<description><![CDATA[Abstract del seminario di Sergio Bellucci.
Il seminario analizzerà la contestuale modifica del quadro comunicativo e di quello del conflitto nel corso del Novecento. La modifica di questi due elementi può essere analizzata come una delle novità più significative intercorse nella trasformazione degli ultimi 15 decenni e costituisce il cuore delle novità della scena globale contemporanea, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/sergio-bellucci/">Sergio Bellucci</a>.</strong></p>
<p>Il seminario analizzerà la contestuale modifica del quadro comunicativo e di quello del conflitto nel corso del Novecento. La modifica di questi due elementi può essere analizzata come una delle novità più significative intercorse nella trasformazione degli ultimi 15 decenni e costituisce il cuore delle novità della scena globale contemporanea, imponendo una nuova declinazione dei fattori politico-sociali ereditati fino ad oggi. Contestualmente, inoltre, questi cambiamenti determinano fattori decisivi per la politica della trasformazione dei rapporti sociali.</p>
<p><span id="more-1109"></span></p>
<p>Entrambi gli agenti, in ogni caso, prendono su loro stessi la predominanza diretta nella definizione del quadro. Sono, allo stesso tempo, fattori enzimatici di trasformazione delle logiche dei processi ed elementi funzionanti fuori dagli schemi meccanicistici. Rappresentano, cioè, elementi e costituenti del processo socio-politico contemporaneo e fattori ineliminabili del concetto di <strong>biopolitica</strong>.</p>
<p>Il passaggio è di quelli epocali. Si riconosce il valore della materialità quotidiana, della trama relazionale, ove l’accumulazione dei sedimenti (sociali, culturali, religiosi) produce effetti di dimensioni analoghe o superiori a quelle delle decisioni della “sfera della politica” pensata in termini tradizionali. Per il salto di paradigma, in altre parole, era necessario passare da uno scheletro di tipo meccanicistico, fondato sullo schema azione-reazione, ad uno basato su un sistema di tipo probabilistico e caotico. È la sfera relazionale infinita, fatta di micro e macro processi, che produce il quadro, il divenire, le possibilità di intervento, sia per la trasformazione sia per la reazione. Sul piano teorico, per usare uno schema che allude ai processi della scienza fisica, si potrebbe definire il passaggio con il raggiungimento della consapevolezza dell’assunzione di un nuovo schema che trasla da un impianto di tipo meccanicistico, ad uno di natura “termodinamica”. Si passa, in altri termini, da una “meccanica del sociale” alla termodinamica del collettivo. Pensare alla società più in termini di “scambi gassosi” che in termini di “leve ed ingranaggi”, può sembrare un piccolo salto, ma rappresenta una vera e propria rivoluzione paradigmatica.</p>
<p>All’aumento del tasso di complessità delle nostre società, corrisponde la progressiva necessità di abbandono degli schemi di impianto meccanicistico.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/lagire-del-conflitto-rivoluzione-o-mutazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Questo mondo ora suona diverso. Pensieri parole ed azioni su musica e web</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/questo-mondo-ora-suona-diverso-pensieri-parole-ed-azioni-su-musica-e-web/</link>
		<comments>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/questo-mondo-ora-suona-diverso-pensieri-parole-ed-azioni-su-musica-e-web/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 21:49:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[musica e web]]></category>
		<category><![CDATA[Reno Brandoni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.culturasenzabarriere.org/?p=1069</guid>
		<description><![CDATA[Abstract del seminario di Reno Brandoni.
Come può il mondo ostinarsi a questa vita a due dimensioni. L&#8217;aberrante costanza di albe e tramonti, di libri iniziati e finiti dal primo all&#8217;ultimo capitolo, di dischi ascoltati dal primo all&#8217;ultimo brano, e le colazioni i pranzi e le cene, l&#8217;antipasto il primo ed il secondo, le bibliografie, le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/reno-brandoni/" title="Reno Brandoni">Reno Brandoni</a>.</strong></p>
<p>Come può il mondo ostinarsi a questa vita a due dimensioni. L&#8217;aberrante costanza di albe e tramonti, di libri iniziati e finiti dal primo all&#8217;ultimo capitolo, di dischi ascoltati dal primo all&#8217;ultimo brano, e le colazioni i pranzi e le cene, l&#8217;antipasto il primo ed il secondo, le bibliografie, le discografie, i cataloghi e le liste, progressioni geometriche, insegnamenti progressivi, definizioni e coerenze, prassi e metodi.</p>
<p>In questo mondo verticale non c&#8217;è spazio per la diversità, tranne che non venga &#8220;inserita nel contesto&#8221;, analizzata ed integrata, imparando a seguire le regole definite per catalogare e normalizzare se stessa.</p>
<p><span id="more-1069"></span></p>
<p>Bisogna rivoluzionare i concetti di &#8220;norma e prassi&#8221; e provare a vivere una vita a più dimensioni dove grazie alla tecnologia tutto è possibile ed ognuno può avere ciò che gli serve nel momento in cui gli serve e nel modo in cui gli è più utile. Anche il singolo può costruire la propria unica &#8220;normale&#8221; realtà.</p>
<p>I viaggi intercontinentali ci permettono di vivere più albe o tramonti di seguito o addirittura vivere lo stesso giorno due volte. Abbiamo imparato che mangiare pesce crudo non è proprio un fatto così strabiliante. Ma non riflettiamo abbastanza su questo e non comprendiamo come in effetti la tecnologia è un &#8220;mezzo&#8221; che ci consente di rompere le regole continuando a sembrare normali.</p>
<p>Musica e web insieme hanno già cambiato i metodi di comunicazione, hanno divelto i principi e le regole sconvolgendo un&#8217;industria (quella discografica) che non avrebbe mai pensato di trovarsi a dover modificare totalmente il suo modo di essere, costretta dai desideri e dai vizi degli utilizzatori e per la prima volta non più artefice di una imposizione commerciale (devi comprare questo se vuoi ascoltare quest&#8217;altro). Anche il diritto d&#8217;autore e la sua tutela hanno cambiato forma e sono alla ricerca di nuova identità. </p>
<p>L&#8217;accesso alla musica digitale ha aperto un varco nella &#8220;normalità&#8221; iniziando probabilmente la rivoluzione più importante del nostro secolo. Nel mio intervento desidero approfondire come questa evoluzione, nonostante molte perplessità, abbia già di fatto iniziato un percorso verso  la distruzione delle basi logiche convenzionali permettendoci di pensare ad <strong>un futuro diverso in cui l&#8217;unica normalità è la libertà dell&#8217;individuo</strong>.</p>
<p>Questi sono solo concetti, forse pura filosofia, ma l&#8217;applicazione di tali principi ha portato alla realizzazione di un progetto che è <a href="http://fingerpicking.net/">Fingerpicking.net</a>, uno spazio nella rete specializzato nella musica per chitarra acustica costruito cercando di rispettare tali ideali. Un viaggio lungo ed infinito nella musica e nei desideri/necessità degli utenti. Spiegherò filosofia, concetti e mezzi utilizzati per la sua progettazione e realizzazione.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/questo-mondo-ora-suona-diverso-pensieri-parole-ed-azioni-su-musica-e-web/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>É online il modulo per l&#8217;iscrizione ai seminari del Cultura Senza Barriere 2010</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/e-online-il-modulo-per-liscrizione-ai-seminari-del-cultura-senza-barriere-2010/</link>
		<comments>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/e-online-il-modulo-per-liscrizione-ai-seminari-del-cultura-senza-barriere-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 13:43:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni staff]]></category>
		<category><![CDATA[cultura senza barriere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.culturasenzabarriere.org/?p=1061</guid>
		<description><![CDATA[L’iscrizione ai seminari è importante sia perché i posti a disposizione sono limitati sia perché per ragioni di sicurezza non sarà possibile accettare un numero di discenti superiore al numero di posti a sedere presenti nelle aule e le persone regolarmente iscritte online avranno la precedenza.
Se desideri iscriverti ai nostri seminari compila il MODULO DI [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’iscrizione ai seminari è importante sia perché i posti a disposizione sono limitati sia perché per ragioni di sicurezza non sarà possibile accettare un numero di discenti superiore al numero di posti a sedere presenti nelle aule e le persone regolarmente iscritte online avranno la precedenza.</p>
<p>Se desideri iscriverti ai nostri seminari compila il <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/iscrizione/iscrizione-seminari/"><strong>MODULO DI ISCRIZIONE</strong></a>.</p>
<p>Prima di compilare il modulo consulta attentamente l&#8217;<a href="http://www.culturasenzabarriere.org/seminari/"><strong>elenco dei seminari</strong></a>. In ogni caso, nel modulo di registrazione accanto al nome di ogni relatore troverai il link &#8220;Abstract&#8221; che, in una nuova finestra, aprirà l&#8217;abstract del seminario in questione.</p>
<p>Ti ricordo che anche la <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/iscrizione/">registrazione</a> al Convegno inaugurale è obbligatoria.</p>
<p>Ci vediamo a Padova!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/e-online-il-modulo-per-liscrizione-ai-seminari-del-cultura-senza-barriere-2010/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Perché la tecnologia ci rende umani. La carne nelle sue riscritture sintetiche e digitali</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/perche-la-tecnologia-ci-rende-umani-la-carne-nelle-sue-riscritture-sintetiche-e-digitali/</link>
		<comments>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/perche-la-tecnologia-ci-rende-umani-la-carne-nelle-sue-riscritture-sintetiche-e-digitali/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 16:17:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Nicoletti]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Moriggi]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.culturasenzabarriere.org/?p=1031</guid>
		<description><![CDATA[Abstract del seminario di Gianluca Nicoletti e Stefano Moriggi.
Le tecnologie estetiche, biomediche e digitali sembrano trasfigurare il corpo come mai in altre epoche: cos&#8217;è dunque diventata la carne oggi? Di quali emozioni e passioni è capace, quali diritti può ancora esercitare? Ma poi, si può ancora parlare di &#8220;umano&#8221;? Ha ancora senso distinguere tra naturale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/gianluca-nicoletti/">Gianluca Nicoletti</a> e <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/stefano-moriggi/" title="Stefano Moriggi">Stefano Moriggi</a>.</strong></p>
<p>Le tecnologie estetiche, biomediche e digitali sembrano trasfigurare il corpo come mai in altre epoche: cos&#8217;è dunque diventata la carne oggi? Di quali emozioni e passioni è capace, quali diritti può ancora esercitare? Ma poi, si può ancora parlare di &#8220;umano&#8221;? Ha ancora senso distinguere tra naturale e artificiale?</p>
<p>Dalle nuove reliquie &#8220;sintetiche&#8221;, ritoccate al silicone come nel caso di Padre Pio, alle immagini digitali della salma di papa Wojtyla, dalla diffusione delle protesi fisiche e di quelle emozionali, passando per cyberbadanti, hikikomori e bambole sessuali: è proprio nelle pieghe della tecnologia che si trova la chiave per riabilitare la dimensione &#8220;carnale&#8221;, per molti destinata o condannata a trasfigurarsi in post-umano.</p>
<p><span id="more-1031"></span></p>
<p>Umani invece resteremo sempre, ed è la tecnologia la prospettiva in cui leggere la nostra stessa evoluzione: &#8220;Siamo convinti che le tecnologie siano le più attuali e significative forme d&#8217;arte del nostro tempo e i laboratori scientifici le nuove botteghe da cui prenderà forma e vita lo stile di un&#8217;epoca, oltre che lo stesso concetto di umano.&#8221;</p>
<p>A margine del seminario sarà presentato il libro dal quale prende il titolo &#8220;Perché la tecnologia ci rende umani. La carne nelle sue riscritture sintetiche e digitali&#8221;, edito da Sironi e scritto insieme al filosofo Stefano Moriggi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/perche-la-tecnologia-ci-rende-umani-la-carne-nelle-sue-riscritture-sintetiche-e-digitali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
