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	<title>Cultura Senza Barriere 2010 &#187; Abstract seminari</title>
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		<title>Innovative metodologie d’accesso alla musica per utenti ciechi</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/innovative-metodologie-d%e2%80%99accesso-alla-musica-per-utenti-ciechi/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 23:34:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Nicotra]]></category>
		<category><![CDATA[musica accessibile]]></category>

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		<description><![CDATA[Abstract del seminario di Giuseppe Nicotra.
Fa parte della coscienza comune l’equazione cieco = musicista; questo luogo comune tuttavia trae origine in una realtà storica: in effetti, a prescindere da celebri ciechi musicisti, uno per tutti Francesco Landini (vissuto nel XIV secolo, detto “il cieco degli organi”) sono numerosi gli esempi di musicisti non vedenti che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/giuseppe-nicotra/" title="Giuseppe Nicotra">Giuseppe Nicotra</a>.</strong></p>
<p>Fa parte della coscienza comune l’equazione cieco = musicista; questo luogo comune tuttavia trae origine in una realtà storica: in effetti, a prescindere da celebri ciechi musicisti, uno per tutti Francesco Landini (vissuto nel XIV secolo, detto “il cieco degli organi”) sono numerosi gli esempi di musicisti non vedenti che hanno raggiunto la celebrità, in passato come oggigiorno.</p>
<p><span id="more-1238"></span></p>
<p>L’educazione dei ciechi, dai suoi inizi sistematici (Francia fine Settecento), è stata organizzata secondo il modello della “segregazione”, intendendo con questa espressione la disgiunzione delle strutture educative dei ciechi rispetto a quelle comuni.</p>
<p>Le scuole, o meglio gli istituti per ciechi, nei loro programmi, comprendevano nella maggior parte dei casi anche studi musicali. Esisteva quindi personale specializzato, spartiti trascritti in Braille a cura del personale della scuola stessa ove non si potevano reperire altrove. D’altro canto la società del passato richiedeva la figura del musicista per servizi liturgici, per le feste ed altro ancora.</p>
<p>A partire dagli anni Sessanta, in Italia ed in alcuni altri paesi europei, con l’affermarsi della tendenza alla integrazione scolastica, l’educazione musicale, di per sé negletta dal nostro sistema formativo, ha subito un calo verticale nel caso dei non vedenti. Vi sono difficoltà obiettive che forniscono qualche spiegazione a questa tendenza: </p>
<ul>
<li>distanza fra notazione musicale comune e notazione musicale Braille;</li>
<li>conseguente difficoltà di reperire insegnanti di musica preparati;</li>
<li>difficoltà, tempi lunghi ed alti costi delle trascrizioni;</li>
<li>una tendenza alla velocità ed alle “scorciatoie”, che investe anche il modo di fare scuola, per cui la manualità, lo studio analitico, le esperienze dirette, vengono relegate ad attività collaterali dalla vera e propria scuola.</li>
</ul>
<p>A tutto questo si può reagire diffondendo conoscenze specifiche, preparando insegnanti di musica ad affrontare problematiche specifiche, le quali, dopo tutto, sono meno insuperabili di ciò che si possa immaginare; attivando una rete di servizi e di iniziative che creino sinergie fra chi è esperto e chi vuole innovare.<br />
Per tutte queste ragioni vale la pena investire risorse tecniche ed umane per dare al soggetto non vedente una opportunità insostituibile di accesso all’arte, alla storia della produzione artistica, alla possibilità di essere egli stesso soggetto consapevolmente creativo.</p>
<p>Se la prima grande rivoluzione è stata quella di Luis Braille che ha risolto i limiti di accesso alla cultura grazie al suo sistema di scrittura, una seconda trasformazione è avvenuta grazie all’informatica e all’introduzione dei diplay Braille e degli screen reader. Queste novità sono principalmente rivolte a favore del testo tradizionale mentre solo recentemente grazie a programmi come il Braille Music Editor e a progetti di ricerca come Contrapunctus si è allargato l’impiego dell’informatica anche per la musica. L’utente sta iniziando ad apprezzare tali novità e sono in crescita coloro che preferiscono il testo elettronico rispetto ai voluminosi libri musicali di carta in rilievo. Si tratta di iniziative di ricerca che evidenziano un vero e proprio salto di qualità sul terreno delle autonomie e delle pari opportunità che hanno trovato luogo fertile a Padova che elenca una antica tradizione di impegno a favore dell’educazione musicale dei ciechi e alla produzione di testi musicali Braille grazie alla presenza dell’Istituto dei ciechi Configliacchi, al Conservatorio Musicale Statale di Padova C. Pollini (che promuove un corso di &#8220;Metodologie e tecniche musicali per le disabilità”) e all’Università di Padova che sviluppa sia la ricerca su tali tematiche attraverso il “Laboratorio di musica accessibile” e sia la formazione degli studenti del corso in DAMS della Facoltà di Lettere e Filosofia.</p>
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		<title>Comunità di pratica e Social Learning</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/comunita-di-pratica-e-social-learning/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 08:19:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[comunità di pratica]]></category>
		<category><![CDATA[e-learning]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliana Guazzaroni]]></category>

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		<description><![CDATA[Abstract del seminario di Giuliana Guazzaroni.
Le Comunità di pratica (CdP) sono sistemi emergenti all’interno dei quali si gestisce la conoscenza che deriva dalle pratiche di rete dei singoli componenti. Dall’antichità ai giorni nostri, organizzarsi in comunità costituisce un fenomeno sociale di interesse che rivela il bisogno di riconoscimento reciproco all’interno di un gruppo e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/giuliana-guazzaroni/">Giuliana Guazzaroni</a>.</strong></p>
<p>Le <strong>Comunità di pratica (CdP)</strong> sono sistemi emergenti all’interno dei quali si gestisce la conoscenza che deriva dalle pratiche di rete dei singoli componenti. Dall’antichità ai giorni nostri, organizzarsi in comunità costituisce un fenomeno sociale di interesse che rivela il bisogno di riconoscimento reciproco all’interno di un gruppo e di conseguente autorealizzazione. </p>
<p>Le Comunità di pratica sono “gruppi di persone che condividono un interesse, un insieme di problemi, una passione rispetto a una tematica e che approfondiscono la loro conoscenza ed esperienza in quest’area mediante interazioni continue.” (Wenger E., McDermott, R., Snyder, W. M.; 2007).</p>
<p><span id="more-1226"></span></p>
<p>C’è qualcosa nella pratica di ogni persona che la rende universale. La propria identità è legata all’interazione, alla competenza sociale. L’identità si costruisce facendo esperienza, la pratica non è qualcosa di stabile ma è qualcosa in continuo divenire.</p>
<p>Gli individui che appartengono a una Comunità di pratica non necessariamente lavorano insieme, ma sicuramente condividono interessi, bisogni, aspirazioni e idee che le fanno sentire unite e motivate nell’ambito di una stessa comunità. All’interno delle comunità, a poco a poco, la collaborazione e il dialogo, l’interazione e lo scambio reciproco di esperienza consentono di costruire una conoscenza condivisa e preziose relazioni personali. </p>
<p>Il punto di partenza è l’abilità di riconoscere gli altri come eventuali partner per dare forma a delle comunità. Le persone possono riconoscersi l’un l’altra in base alla propria esperienza e al fatto che c’è un interesse reciproco per l’esperienza dell’altro (“Io sono interessato alla tua esperienza”). Il focus delle comunità risiede nella pratica e nel saper riconoscere l’altro.</p>
<p>Le Comunità sono paragonabili a esseri viventi, dunque a ecologie. Nella fase di progettazione di una Comunità di pratica occorre considerare la complessità dell’organismo che si intende formare. Si inizia con la creazione di un elemento che cresca di vita propria. Ci sono esempi di comunità considerate marginali che nel processo di evoluzione diventano strategiche per l&#8217;organizzazione o il territorio di appartenenza. Le comunità di pratica, come gli organismi viventi, durante la fase di crescita mutano, come anche durante la fase di maturità.</p>
<p>La collaborazione, il dialogo, l’interazione e lo scambio di esperienze che avvengono all’interno di una Comunità di pratica consentono di costruire relazioni personali e di accumulare conoscenza in riferimento a settori specifici e strategici. Rendere la conoscenza accessibile e fruibile nelle organizzazioni complesse è una problematica sentita che ha portato a investimenti in tecnologie e sistemi informatici. Tuttavia, nulla è più accessibile, vivo e vibrante di una comunità che dibatte, discute, si confronta e sviluppa soluzioni in merito a tematiche rilevanti. La comunità stessa e i suoi membri sono uno strumento per conservare e sviluppare la conoscenza delle organizzazioni, oltre a consentire lo sviluppo di competenze nelle persone e a valorizzarne i talenti. </p>
<p>“La tendenza per il terzo millennio è l&#8217;affermarsi di nuove forme di socialità tenute insieme dalla condivisione di emozioni. All&#8217;orizzonte c&#8217;è un &#8220;ideale comunitario&#8221; ancora non del tutto definito ma di cui ci sono tracce nelle manifestazioni più recenti dell&#8217;immaginario collettivo” (Maffesoli, 2004).</p>
<p>Il Web, oltre a essere un fenomeno sociale che aggrega tribù eterogenee di cittadini appartenenti a contesti e a fasce d’età differenti, è anche una risorsa strategica per le Comunità di pratica che in questo humus traggono nutrimento per costruire apprendimenti di tipo informale.</p>
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		<title>L’impairment uditivo negli studenti universitari</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/l%e2%80%99impairment-uditivo-negli-studenti-universitari/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 21:07:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[Edoardo Arslan]]></category>
		<category><![CDATA[Elisa Di Luca]]></category>
		<category><![CDATA[impairment uditivo]]></category>
		<category><![CDATA[impianti cocleari]]></category>

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		<description><![CDATA[Abstract del seminario di Edoardo Arslan ed Elisa Di Luca.
Negli ultimi 20 anni si è assistito a un radicale cambiamento nel trattamento dell’impairment uditivo sia nei bambini che negli adulti. Con l’introduzione di protesi acustiche tecnologicamente sempre più sofisticate e potenti e soprattutto con l’utilizzo dagli impianti cocleari nelle ipoacusie profonde, procedure che oggi sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/convegno-inaugurale/edoardo-arslan/"><strong>Edoardo Arslan</strong></a> ed <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/elisa-di-luca/"><strong>Elisa Di Luca</strong></a>.</strong></p>
<p>Negli ultimi 20 anni si è assistito a un radicale cambiamento nel trattamento dell’impairment uditivo sia nei bambini che negli adulti. Con l’introduzione di protesi acustiche tecnologicamente sempre più sofisticate e potenti e soprattutto con l’utilizzo dagli impianti cocleari nelle ipoacusie profonde, procedure che oggi sono di routine nei Paesi Europei, è possibile recuperare una soglia uditiva adeguata alla percezione del messaggio verbale in tutti i tipi e gradi di hearing losses.</p>
<p><span id="more-1199"></span></p>
<p>Questa possibilità ha migliorato enormemente le aspettative di una buona qualità della vita dei pazienti con lesioni uditive, ma soprattutto ha modificato radicalmente l’approccio tradizionale al rapporto tra impairment uditivo e disabilità-handicap uditivi.<br />
Vi sono tre fattori principali che contribuiscono a determinare la gravità della disabilità uditiva indotta da una hearing loss:</p>
<ol>
<li>il grado di perdita uditiva fattore che oggi è completamente reversibile con le procedure di correzione protesica disponibili;</li>
<li>il tipo e l’efficacia della correzione protesica adottata dal soggetto, fattore anche questo da considerarsi reversibile;</li>
<li>l’età di insorgenza della lesione uditiva in funzione dell’influenza che la lesione può aver avuto nello sviluppo del linguaggio del soggetto.</li>
</ol>
<p>Quest’ultimo fattore è il più critico e riguarda la categoria di hearing losses chiamate pre-verbali, e cioè che insorgono nel bambino, dalla nascita fino ai primi 4 anni di vita, per gli effetti irreversibili che possono avere sulla percezione uditiva e del linguaggio. L’assenza di una adeguato ingresso uditivo durante il periodo di plasticità e di sviluppo del cervello provoca infatti un handicap permanente dovuto alla mancata organizzazione delle strutture nervose.<br />
Per questo motivo oggi non è più proponibile schematizzare impairment e disabilità uditiva negli studenti solo in base all’audiogramma, ma va attentamente considerati gli aspetti legati alle sue abilità linguistiche, soprattutto per poter scegliere gli interventi e i supporti più adeguati alla sua partecipazione alle lezioni e alle attività accademiche.</p>
<p>Nella nostra Università da più di 15 anni gli studenti sordi che fanno richiesta di un supporto al Sevizio Disabilità vengono valutati attraverso il colloquio iniziale di orientamento e in base al tipo di comunicazione che utilizzano (LIS: Lingua Italiana dei Segni oppure oralista) vengono decisi i supporti da erogare.</p>
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		<title>Oltre le barriere reali: le opportunità dei mondi virtuali</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/02/oltre-le-barriere-reali-le-opportunita-dei-mondi-virtuali/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 19:38:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[geographical information system]]></category>
		<category><![CDATA[mirror worlds]]></category>
		<category><![CDATA[mondi virtuali]]></category>
		<category><![CDATA[Sonia La Rosa]]></category>

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		<description><![CDATA[Abstract del seminario di Sonia La Rosa.
Il mio seminario offrirà una panoramica che comprende l’interazione tra la realtà e il mondo virtuale, “Cross Reality”.
Sulla scorta delle indagini attualmente in corso e della presentazione di alcuni casi empirici, il centro di gravitazione del mio seminario sono gli usi professionali dei mondi virtuali e la capacità inclusiva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/sonia-la-rosa/">Sonia La Rosa</a>.</strong></p>
<p>Il mio seminario offrirà una panoramica che comprende l’<strong>interazione tra la realtà e il mondo virtuale</strong>, “Cross Reality”.</p>
<p>Sulla scorta delle indagini attualmente in corso e della presentazione di alcuni casi empirici, il centro di gravitazione del mio seminario sono gli usi professionali dei mondi virtuali e la capacità inclusiva dei mondi virtuali nel coinvolgere persone e gruppi sociali in attività significative per risolvere problemi non solo legati alla sfera individuale.</p>
<p><span id="more-1180"></span></p>
<p>Gli elementi di questa panoramica sono le nuove forme di rappresentazione e i nuovi linguaggi comunicativi che nelle attività sia private sia pubbliche utilizzano sempre più i <strong>Mondi Virtuali Multiutente</strong>, rappresentando strumenti in linea con i principi dello sviluppo sostenibile.</p>
<p>I Mondi Virtuali:</p>
<ul>
<li>per il supporto ai processi partecipativi dei cittadini durante le scelte progettuali e di pianificazione degli spazi pubblici urbani;</li>
<li>per l’addestramento nelle aziende sia pubbliche sia private;</li>
<li>per la formazione in qualsiasi campo e livello (scolastico, sanitario, militare, etc.);</li>
<li>per la progettazione condivisa; </li>
<li>per l’assistenza sanitaria;</li>
<li>per la simulazione di  situazioni di emergenza e rischio.</li>
</ul>
<p>Prerequisito essenziale di questi mondi è l’integrazione con tools, media e piattaforme esterne al fine di garantire un ottimo livello di cross-mediality.<br />
Illustrerò analisi e strategie nell’utilizzo dei mondi virtuali come strumenti multifunzionali, descrivendo alcuni recenti casi studio e alcune best practices basate sull’impiego di Mondi Virtuali Personalizzati, Multiutente ed Immersivi e mondi su piattaforme di tipo GIS (Geographical Information System).</p>
<p>Alcune città si sono già dotate di Mondi Virtuali GIS e di Mondi Specchio (Mirror Worlds) aperti a chiunque online attraverso la semplice creazione di un account e di un avatar. Queste piattaforme, di ultima generazione, non richiedono all’utente potenti prestazioni hardware e sofisticati client, perché l’accesso è direttamente dal web e hanno un tipo di interfaccia molto intuitivo rimanendo, quindi, alla portata di tutti.  Sono mondi precostituiti che lasciano un eventuale spazio di realizzabilità per attività private, ma che servono principalmente a fornire una serie di servizi pubblici e privati, eventi online ai cittadini, compreso l’e-commerce,  l’e-booking di alberghi ed altro, visite turistiche, fruizione di spazi museali, contatto diretto attraverso webcam con operatori oltre che attraverso chat, sharing di file, etc.</p>
<p>Un breve cenno, inoltre, sarà sui cosiddetti <strong>luoghi sensibili</strong> e l’<strong>augmented reality</strong> con le sue applicazioni nella telefonia mobile che fornisce layer informativi altrimenti preclusi nel luogo fisico.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;integrazione di approcci formali e informali nell&#8217;apprendimento in rete. Il caso dell&#8217;italiano per stranieri</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/lintegrazione-di-approcci-formali-e-informali-nellapprendimento-in-rete-il-caso-dellitaliano-per-stranieri/</link>
		<comments>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/lintegrazione-di-approcci-formali-e-informali-nellapprendimento-in-rete-il-caso-dellitaliano-per-stranieri/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 20:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[e-learning]]></category>
		<category><![CDATA[Stefania Spina]]></category>

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		<description><![CDATA[Abstract del seminario di Stefania Spina.
Secondo un modello che tenta di descrivere la comunicazione in rete, i due elementi che la caratterizzano sono: stocks and flows. Gli “stocks” sono le informazioni strutturate, statiche, che esistono in un certo luogo e costituiscono punti di riferimento stabili (ad esempio i materiali didattici organizzati in un corso in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/stefania-spina/">Stefania Spina</a>.</strong></p>
<p>Secondo un <a href="http://www.commoncraft.com/archives/000593.html">modello che tenta di descrivere la comunicazione in rete</a>, i due elementi che la caratterizzano sono: <strong>stocks</strong> and <strong>flows</strong>. Gli “stocks” sono le informazioni strutturate, statiche, che esistono in un certo luogo e costituiscono punti di riferimento stabili (ad esempio i materiali didattici organizzati in un corso in e-learning, con test periodici di valutazione per la veriﬁca delle competenze); i “flows” sono i flussi di informazione prodotti dagli utenti, dinamici, in continua evoluzione, coinvolgenti dal punto di vista della partecipazione. </p>
<p><span id="more-1174"></span></p>
<p>L&#8217;efficacia di un approccio didattico che integri stoks e flows risiede nella possibilità di sfruttare i due poli di questo tipo di comunicazione, da un lato quello formale, in cui i contenuti didattici sono organizzati e strutturati, dall&#8217;altro quello informale, in cui l&#8217;apprendimento avviene in modo destrutturato e occasionale, attraverso le interazioni tra pari e l&#8217;uso di contenuti prodotti dagli stessi apprendenti, in stile &#8220;web 2.0&#8243;.</p>
<p>Un progetto che cerca di integrare dimensione &#8220;formale&#8221; e &#8220;informale&#8221; è <a href="http://april.unistrapg.it/">April</a> (Ambiente personalizzato di rete per l&#8217;insegnamento linguistico), dell&#8217;Università per Stranieri di Perugia.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Internet e la costruzione del brand. Il ruolo della Rete: contenuto o contenitore?</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/internet-e-la-costruzione-del-brand-il-ruolo-della-rete-contenuto-o-contenitore/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 21:36:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Palombo]]></category>

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		<description><![CDATA[Abstract del seminario di Fabio Palombo.
Una volta, per comunicare un brand, c’erano i mezzi classici: televisione, stampa, affissione, radio, direct marketing, punto vendita. Poi è arrivato Internet. E tutto è cambiato. Poi sono arrivati i social network. E tutto quello che era cambiato, è cambiato di nuovo. Si sono aperti nuovi orizzonti, canali di comunicazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/fabio-palombo/">Fabio Palombo</a>.</strong></p>
<p>Una volta, per comunicare un brand, c’erano i mezzi classici: televisione, stampa, affissione, radio, direct marketing, punto vendita. Poi è arrivato Internet. E tutto è cambiato. Poi sono arrivati i social network. E tutto quello che era cambiato, è cambiato di nuovo. Si sono aperti nuovi orizzonti, canali di comunicazione impensabili fino a qualche anno prima, si è messo in discussione un sistema sostanzialmente immobile nell’ultimo mezzo secolo, dove si era avuta solo la moltiplicazione di se stesso, mai un reale cambiamento. Per la prima volta, la comunicazione non è più “Io parlo, tu ascolti”, ma “Io parlo, tu rispondi e voi parlate di me”. Un cambiamento epocale nelle strategie di comunicazione. Ma per clienti e agenzie di pubblicità, è veramente tutto cambiato? La risposta è nì.</p>
<p><span id="more-1147"></span></p>
<ul>
<li>Come Internet aiuta a costruire l’immagine di marca.</li>
<li>Trust (Fiducia) e Engagement (Relazione): come i valori del web diventano i valori del brand.</li>
<li>Case-histories di successo, attraverso l’utilizzo del web e, in particolare, dei social network.</li>
<li>Il ritardo della comunità creativa italiana e degli uomini di marketing: la subalternità di Internet rispetto ai media tradizionali.</li>
<li>Virals da tutto il mondo, a esaurimento tempo a disposizione.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L’apprendimento in rete: riflessione generale sugli strumenti a disposizione, i problemi aperti e le prospettive future</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/l%e2%80%99apprendimento-in-rete-riflessione-generale-sugli-strumenti-a-disposizione-i-problemi-aperti-e-le-prospettive-future/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 23:53:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[e-learning]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Pietronilla Penna]]></category>

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		<description><![CDATA[Abstract del seminario di Maria Pietronilla Penna.
Gli strumenti e le possibilità messe a disposizione dal Web 2.0 consentono all’e-learning di utilizzarle per proporre ambienti di apprendimento centrati sull’utente ove quest’ultimo diventa protagonista nella costruzione del suo percorso formativo, fondando i suoi interessi didattico-formativi non su percorsi precostituiti, ma sulla creazione informale di percorsi di senso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/maria-pietronilla-penna/">Maria Pietronilla Penna</a>.</strong></p>
<p>Gli strumenti e le possibilità messe a disposizione dal Web 2.0 consentono all’e-learning di utilizzarle per proporre ambienti di apprendimento centrati sull’utente ove quest’ultimo diventa <strong>protagonista nella costruzione del suo percorso formativo</strong>, fondando i suoi interessi didattico-formativi non su percorsi precostituiti, ma sulla creazione informale di percorsi di senso che scaturiscono dall’interazione in rete e dalla partecipazione ad attività condivise (blog, forum, chat). Le comunità virtuali costituiscono la struttura più efficace, tuttavia essa dovrà impegnarsi a definire con regole certe la qualità del sapere che crea e rende disponibile, evitando controlli autoritativi, spesso inefficaci.</p>
<p><span id="more-1117"></span></p>
<p>Nello specifico, l’intervento analizzerà tre grosse aree di criticità:</p>
<ol>
<li>Passaggio da un apprendimento etero-diretto a un apprendimento auto-diretto:
<ol>
<li>Minore influenza delle tecniche didattiche tradizionali nell’apprendimento auto-diretto.</li>
<li>Necessità di maggiore autoconsapevolezza e chiarezza dei propri bisogni formativi.</li>
<li>Autocostruzione degli strumenti.</li>
<li>Selezione dei contenuti e bisogni formativi.</li>
</ol>
</li>
<li>Passaggio dalla dimensione individuale a quella sociale dell’apprendimento:
<ol>
<li>Social software (blog, wiki, forum, bookmark …)</li>
<li>Cooperative learning.</li>
</ol>
</li>
<li>Apprendimento da parte dell’utente dell’uso critico delle fonti del web:
<ol>
<li>Capacità di reperimento e disponibilità all’accesso alle fonti scientificamente verificate.</li>
<li>Criteri generali di verificabilità scientifica delle fonti.</li>
</ol>
</li>
</ol>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;agire del conflitto: Rivoluzione o Mutazione</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/lagire-del-conflitto-rivoluzione-o-mutazione/</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 12:47:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[biopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[politica online]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Bellucci]]></category>

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		<description><![CDATA[Abstract del seminario di Sergio Bellucci.
Il seminario analizzerà la contestuale modifica del quadro comunicativo e di quello del conflitto nel corso del Novecento. La modifica di questi due elementi può essere analizzata come una delle novità più significative intercorse nella trasformazione degli ultimi 15 decenni e costituisce il cuore delle novità della scena globale contemporanea, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/sergio-bellucci/">Sergio Bellucci</a>.</strong></p>
<p>Il seminario analizzerà la contestuale modifica del quadro comunicativo e di quello del conflitto nel corso del Novecento. La modifica di questi due elementi può essere analizzata come una delle novità più significative intercorse nella trasformazione degli ultimi 15 decenni e costituisce il cuore delle novità della scena globale contemporanea, imponendo una nuova declinazione dei fattori politico-sociali ereditati fino ad oggi. Contestualmente, inoltre, questi cambiamenti determinano fattori decisivi per la politica della trasformazione dei rapporti sociali.</p>
<p><span id="more-1109"></span></p>
<p>Entrambi gli agenti, in ogni caso, prendono su loro stessi la predominanza diretta nella definizione del quadro. Sono, allo stesso tempo, fattori enzimatici di trasformazione delle logiche dei processi ed elementi funzionanti fuori dagli schemi meccanicistici. Rappresentano, cioè, elementi e costituenti del processo socio-politico contemporaneo e fattori ineliminabili del concetto di <strong>biopolitica</strong>.</p>
<p>Il passaggio è di quelli epocali. Si riconosce il valore della materialità quotidiana, della trama relazionale, ove l’accumulazione dei sedimenti (sociali, culturali, religiosi) produce effetti di dimensioni analoghe o superiori a quelle delle decisioni della “sfera della politica” pensata in termini tradizionali. Per il salto di paradigma, in altre parole, era necessario passare da uno scheletro di tipo meccanicistico, fondato sullo schema azione-reazione, ad uno basato su un sistema di tipo probabilistico e caotico. È la sfera relazionale infinita, fatta di micro e macro processi, che produce il quadro, il divenire, le possibilità di intervento, sia per la trasformazione sia per la reazione. Sul piano teorico, per usare uno schema che allude ai processi della scienza fisica, si potrebbe definire il passaggio con il raggiungimento della consapevolezza dell’assunzione di un nuovo schema che trasla da un impianto di tipo meccanicistico, ad uno di natura “termodinamica”. Si passa, in altri termini, da una “meccanica del sociale” alla termodinamica del collettivo. Pensare alla società più in termini di “scambi gassosi” che in termini di “leve ed ingranaggi”, può sembrare un piccolo salto, ma rappresenta una vera e propria rivoluzione paradigmatica.</p>
<p>All’aumento del tasso di complessità delle nostre società, corrisponde la progressiva necessità di abbandono degli schemi di impianto meccanicistico.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Questo mondo ora suona diverso. Pensieri parole ed azioni su musica e web</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/questo-mondo-ora-suona-diverso-pensieri-parole-ed-azioni-su-musica-e-web/</link>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 21:49:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[musica e web]]></category>
		<category><![CDATA[Reno Brandoni]]></category>

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		<description><![CDATA[Abstract del seminario di Reno Brandoni.
Come può il mondo ostinarsi a questa vita a due dimensioni. L&#8217;aberrante costanza di albe e tramonti, di libri iniziati e finiti dal primo all&#8217;ultimo capitolo, di dischi ascoltati dal primo all&#8217;ultimo brano, e le colazioni i pranzi e le cene, l&#8217;antipasto il primo ed il secondo, le bibliografie, le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/reno-brandoni/" title="Reno Brandoni">Reno Brandoni</a>.</strong></p>
<p>Come può il mondo ostinarsi a questa vita a due dimensioni. L&#8217;aberrante costanza di albe e tramonti, di libri iniziati e finiti dal primo all&#8217;ultimo capitolo, di dischi ascoltati dal primo all&#8217;ultimo brano, e le colazioni i pranzi e le cene, l&#8217;antipasto il primo ed il secondo, le bibliografie, le discografie, i cataloghi e le liste, progressioni geometriche, insegnamenti progressivi, definizioni e coerenze, prassi e metodi.</p>
<p>In questo mondo verticale non c&#8217;è spazio per la diversità, tranne che non venga &#8220;inserita nel contesto&#8221;, analizzata ed integrata, imparando a seguire le regole definite per catalogare e normalizzare se stessa.</p>
<p><span id="more-1069"></span></p>
<p>Bisogna rivoluzionare i concetti di &#8220;norma e prassi&#8221; e provare a vivere una vita a più dimensioni dove grazie alla tecnologia tutto è possibile ed ognuno può avere ciò che gli serve nel momento in cui gli serve e nel modo in cui gli è più utile. Anche il singolo può costruire la propria unica &#8220;normale&#8221; realtà.</p>
<p>I viaggi intercontinentali ci permettono di vivere più albe o tramonti di seguito o addirittura vivere lo stesso giorno due volte. Abbiamo imparato che mangiare pesce crudo non è proprio un fatto così strabiliante. Ma non riflettiamo abbastanza su questo e non comprendiamo come in effetti la tecnologia è un &#8220;mezzo&#8221; che ci consente di rompere le regole continuando a sembrare normali.</p>
<p>Musica e web insieme hanno già cambiato i metodi di comunicazione, hanno divelto i principi e le regole sconvolgendo un&#8217;industria (quella discografica) che non avrebbe mai pensato di trovarsi a dover modificare totalmente il suo modo di essere, costretta dai desideri e dai vizi degli utilizzatori e per la prima volta non più artefice di una imposizione commerciale (devi comprare questo se vuoi ascoltare quest&#8217;altro). Anche il diritto d&#8217;autore e la sua tutela hanno cambiato forma e sono alla ricerca di nuova identità. </p>
<p>L&#8217;accesso alla musica digitale ha aperto un varco nella &#8220;normalità&#8221; iniziando probabilmente la rivoluzione più importante del nostro secolo. Nel mio intervento desidero approfondire come questa evoluzione, nonostante molte perplessità, abbia già di fatto iniziato un percorso verso  la distruzione delle basi logiche convenzionali permettendoci di pensare ad <strong>un futuro diverso in cui l&#8217;unica normalità è la libertà dell&#8217;individuo</strong>.</p>
<p>Questi sono solo concetti, forse pura filosofia, ma l&#8217;applicazione di tali principi ha portato alla realizzazione di un progetto che è <a href="http://fingerpicking.net/">Fingerpicking.net</a>, uno spazio nella rete specializzato nella musica per chitarra acustica costruito cercando di rispettare tali ideali. Un viaggio lungo ed infinito nella musica e nei desideri/necessità degli utenti. Spiegherò filosofia, concetti e mezzi utilizzati per la sua progettazione e realizzazione.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Perché la tecnologia ci rende umani. La carne nelle sue riscritture sintetiche e digitali</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/perche-la-tecnologia-ci-rende-umani-la-carne-nelle-sue-riscritture-sintetiche-e-digitali/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 16:17:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Nicoletti]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Moriggi]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Abstract del seminario di Gianluca Nicoletti e Stefano Moriggi.
Le tecnologie estetiche, biomediche e digitali sembrano trasfigurare il corpo come mai in altre epoche: cos&#8217;è dunque diventata la carne oggi? Di quali emozioni e passioni è capace, quali diritti può ancora esercitare? Ma poi, si può ancora parlare di &#8220;umano&#8221;? Ha ancora senso distinguere tra naturale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/gianluca-nicoletti/">Gianluca Nicoletti</a> e <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/stefano-moriggi/" title="Stefano Moriggi">Stefano Moriggi</a>.</strong></p>
<p>Le tecnologie estetiche, biomediche e digitali sembrano trasfigurare il corpo come mai in altre epoche: cos&#8217;è dunque diventata la carne oggi? Di quali emozioni e passioni è capace, quali diritti può ancora esercitare? Ma poi, si può ancora parlare di &#8220;umano&#8221;? Ha ancora senso distinguere tra naturale e artificiale?</p>
<p>Dalle nuove reliquie &#8220;sintetiche&#8221;, ritoccate al silicone come nel caso di Padre Pio, alle immagini digitali della salma di papa Wojtyla, dalla diffusione delle protesi fisiche e di quelle emozionali, passando per cyberbadanti, hikikomori e bambole sessuali: è proprio nelle pieghe della tecnologia che si trova la chiave per riabilitare la dimensione &#8220;carnale&#8221;, per molti destinata o condannata a trasfigurarsi in post-umano.</p>
<p><span id="more-1031"></span></p>
<p>Umani invece resteremo sempre, ed è la tecnologia la prospettiva in cui leggere la nostra stessa evoluzione: &#8220;Siamo convinti che le tecnologie siano le più attuali e significative forme d&#8217;arte del nostro tempo e i laboratori scientifici le nuove botteghe da cui prenderà forma e vita lo stile di un&#8217;epoca, oltre che lo stesso concetto di umano.&#8221;</p>
<p>A margine del seminario sarà presentato il libro dal quale prende il titolo &#8220;Perché la tecnologia ci rende umani. La carne nelle sue riscritture sintetiche e digitali&#8221;, edito da Sironi e scritto insieme al filosofo Stefano Moriggi.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Alice nel paese delle Reti: dal tam tam al tom tom</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/alice-nel-paese-delle-reti-dal-tam-tam-al-tom-tom/</link>
		<comments>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/alice-nel-paese-delle-reti-dal-tam-tam-al-tom-tom/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 13:43:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Gambarotto]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Marchiori]]></category>
		<category><![CDATA[reti sociali]]></category>
		<category><![CDATA[università di padova]]></category>

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		<description><![CDATA[Abstract del seminario di Massimo Marchiori e Francesca Gambarotto.
C&#8217;era una volta, un mondo dove tecnologia e società erano distinte. Un mondo dove informazione e persone stavano ai due lati dello specchio. Fino a quando, tutto cambio&#8217;, ed Alice passo&#8217; dall&#8217;altra parte.
Nella prima parte del seminario, mostreremo come Alice ha attraversato lo specchio del Web, attirata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/massimo-marchiori/">Massimo Marchiori</a> e <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/francesca-gambarotto/">Francesca Gambarotto</a>.</strong></p>
<p>C&#8217;era una volta, un mondo dove tecnologia e società erano distinte. Un mondo dove informazione e persone stavano ai due lati dello specchio. Fino a quando, tutto cambio&#8217;, ed Alice passo&#8217; dall&#8217;altra parte.</p>
<p>Nella prima parte del seminario, mostreremo come Alice ha attraversato lo specchio del Web, attirata dalle reti sociali. E come la socialità sia cambiata, evolvendosi dal vecchio modello a &#8220;tam tam&#8221;, del passaparola, a qualcosa di molto più ricco, dove le reti sono sempre più protagoniste.</p>
<p>Nella seconda parte, mostreremo come il social network latente presso l&#8217;università di Padova si è manifestato e rapidamente organizzato, come gocce di liquido poste vicine che si addensano in gocce più grandi, producendo un grosso patrimonio di conoscenze.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/alice-nel-paese-delle-reti-dal-tam-tam-al-tom-tom/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Internet e la società conoscitiva. MELAstudio e i canali web per la cultura pedagogica</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/internet-e-la-societa-conoscitiva-melastudio-e-i-canali-web-per-la-cultura-pedagogica/</link>
		<comments>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/internet-e-la-societa-conoscitiva-melastudio-e-i-canali-web-per-la-cultura-pedagogica/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 22:39:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[e-learning]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Corazza]]></category>
		<category><![CDATA[nuove tecnologie]]></category>

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		<description><![CDATA[Abstract del seminario di Laura Corazza.
Società della conoscenza è una metafora che richiama la centralità dell’apprendere in tutte le dimensioni della vita sociale, individuale e lavorativa. Si tratta dell’immagine di una società in cui non solo l’informazione, ma anche i saperi e le conoscenze hanno un ruolo strutturale nello sviluppo sociale ed economico.
Una chiave di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/laura-corazza/">Laura Corazza</a>.</strong></p>
<p><em>Società della conoscenza</em> è una metafora che richiama la centralità dell’apprendere in tutte le dimensioni della vita sociale, individuale e lavorativa. Si tratta dell’immagine di una società in cui non solo l’informazione, ma anche i saperi e le conoscenze hanno un ruolo strutturale nello sviluppo sociale ed economico.</p>
<p>Una chiave di lettura è il <em>paradigma dell’apprendimento</em>, con la relativa riflessione sull’acquisizione di competenze. I cittadini della <strong>Learning Society</strong> partecipano attivamente e in modo responsabile al sistema economico e sociale e sono i primi autori dello sviluppo della propria formazione.</p>
<p>Tramite Internet, le persone si sentono partecipi di un sistema che consente loro di avere informazione personalizzata e su richiesta (per rispettare i differenti stili d’apprendimento, per rispondere a bisogni individuali e per avere risposte “su misura”); di accedere a innumerevoli fonti (per vedere le stesse cose da prospettive diverse, per confrontare, per farsi un’idea critica); di soddisfare autonomamente i propri interessi (senza condizionamenti dovuti alla necessità di condividere tempo e spazio); di vivere la dimensione della rete (per collaborare anziché competere, partecipare anziché astenersi). Il ruolo dell’educazione è quello di formare le competenze necessarie per utilizzare Internet nella direzione della partecipazione sociale. Il riferimento è all’<strong>educazione democratica</strong> di John Dewey.</p>
<p><span id="more-1009"></span></p>
<p>C’è in questo modo una stretta relazione con il concetto di <em>educazione alla cittadinanza</em>. Per perseguire il benessere personale e migliori condizioni di vita nella Learning Society, l’individuo/cittadino deve saper apprendere e usare proprie competenze (alfabetiche funzionali, riflessive e proattive, di relazione) per interpretare in maniera attiva e inclusiva la dimensione della cittadinanza.</p>
<p>Learning society significa anche democrazia applicata a Internet, intesa come luogo in cui si realizza l’intelligenza collettiva in una prospettiva inclusiva.</p>
<p>Il caso: <a href="http://www.mela.scedu.unibo.it/">MELA – Media Education e-learning LAboratorio</a><br />
MELA (un laboratorio del Dipartimento di Scienze dell’educazione e della Facoltà di Scienze della formazione dell’Università di Bologna) lavora nell’ambito della <em>media education</em>, della formazione online e della comunicazione educativa fin dal 1990. Produce audiovisivi di documentazione per la ricerca e la didattica. I suoi video sono pubblicati nel sito web istituzionale dai 3 canali tematici, dedicati rispettivamente alla didattica, alla ricerca, alla documentazione. Cura l’edizione e la pubblicazione di una rivista scientifica, accademica e referenziata intitolata <em>Ricerche di Pedagogia e Didattica</em>, che distribuisce gratuitamente online secondo i principi della licenza <em>Creative Commons</em> e aderendo al Budapest Open Access Iniziative.</p>
<p>Dal Manifesto: <em>Ci sono molti modi di usare il video, nella ricerca e per la ricerca, nella didattica e per la didattica. Tutti questi modi comportano rischi e sfide. Nella società globalizzata, le nuove tecnologie della comunicazione hanno contribuito a cambiare i modelli di produzione della cultura e della conoscenza. MELA si propone di portare un contributo alla ricerca in relazione alle sfide della learning society e di offrire, agli studenti e ai lavoratori, servizi utili allo sviluppo dell&#8217;apprendimento.</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ubuntu e l&#8217;accessibilità</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/ubuntu-e-laccessibilita/</link>
		<comments>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/ubuntu-e-laccessibilita/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 18:32:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[Accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>

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		<description><![CDATA[Abstract del seminario di Flavia Weisghizzi e Luca Ferretti.

Il seminario intende mettere l&#8217;accento sulle potenzialità offerte dal software libero e in particolare dal sistema operativo Ubuntu Linux come soluzione per l&#8217;accessibilità.
Verranno introdotti e analizzati i diversi livelli delle componenti necessarie a garantire un uso agevole del computer da parte di utenti con specifiche e/o particolari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/flavia-weisghizzi/">Flavia Weisghizzi</a> e <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/luca-ferretti/">Luca Ferretti</a>.</strong></p>
<p><img src="http://www.culturasenzabarriere.org/wp-content/uploads/2010/01/UbuntuLogo-300x78.jpg" alt="" width="300" height="78" /></p>
<p>Il seminario intende mettere l&#8217;accento sulle potenzialità offerte dal software libero e in particolare dal sistema operativo <strong>Ubuntu Linux</strong> come soluzione per l&#8217;accessibilità.</p>
<p>Verranno introdotti e analizzati i diversi livelli delle componenti necessarie a garantire un uso agevole del computer da parte di utenti con specifiche e/o particolari esigenze.</p>
<p>In particolare verranno mostrate le <strong>soluzioni offerte dall&#8217;ambito open source per le disabilità motorie e visive</strong>. Per quanto riguarda le disabilità motorie verranno illustrate le soluzioni incluse e le applicazioni disponibili direttamente nell&#8217;ambiente grafico GNOME (Dasher, Mousetweaks, GOK, Onboard).<br />
Verrà altresì delineata l&#8217;integrazione con sistemi di ausilio motorio.</p>
<p><span id="more-996"></span></p>
<p>Inoltre per quanto concerne nello specifico le disabilità visive,verrà mostrato come Ubuntu sia una soluzione di facile e immediata applicazione grazia e una politica di diretta integrazione sia con il desktop enviroment che con applicazioni di fondamentale uso comune come browser web e suite per l&#8217;ufficio.</p>
<p>All&#8217;interno del seminario sarà presentata una <strong>panoramica dell&#8217;intero sistema operativo Ubuntu e delle potenzialità offerte dalla sua natura Open</strong>.</p>
<p>A margine del seminario verrà presentato il libro <a href="http://www.hoepli.it/editore/visbook.asp?id=978-88-203-4409-2&#038;cat=vh">Ubuntu Linux 9.10</a> che include le tematiche qui trattate.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Una nuova metrica per lo studio delle disuguaglianze digitali: dal digital divide all’eInclusion</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/una-nuova-metrica-per-lo-studio-delle-disuguaglianze-digitali-dal-digital-divide-all%e2%80%99einclusion/</link>
		<comments>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/una-nuova-metrica-per-lo-studio-delle-disuguaglianze-digitali-dal-digital-divide-all%e2%80%99einclusion/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 13:43:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[digital divide]]></category>
		<category><![CDATA[disuguaglianze digitali]]></category>
		<category><![CDATA[eInclusion]]></category>
		<category><![CDATA[Sara Bentivegna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.culturasenzabarriere.org/?p=982</guid>
		<description><![CDATA[Abstract del seminario di Sara Bentivegna.
Nella fase iniziale della diffusione delle ICTs si è affermato, ed è stato ampiamente utilizzato tanto dagli studiosi che dai policy-maker, il paradigma del digital divide. Mediante il riferimento a tale paradigma, il fenomeno dell’ingresso di Internet nelle società contemporanee è stato letto e interpretato in termini binari, ovvero come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/sara-bentivegna/">Sara Bentivegna</a>.</strong></p>
<p>Nella fase iniziale della diffusione delle ICTs si è affermato, ed è stato ampiamente utilizzato tanto dagli studiosi che dai policy-maker, il paradigma del digital divide. Mediante il riferimento a tale paradigma, il fenomeno dell’ingresso di Internet nelle società contemporanee è stato letto e interpretato in termini binari, ovvero come una differenziazione tra i cosiddetti “haves” e “have nots”. Oltre a impedire una analisi articolata e approfondita del fenomeno, l’assunzione di tale dicotomia ha costituito il frame entro il quale articolare le politiche di intervento mirate ad ampliare il bacino di utenza di Internet, riducendo la questione a una mera disponibilità di accesso alle ICTs.</p>
<p><span id="more-982"></span></p>
<p>Una più attenta riflessione sul fenomeno dell’appropriazione tecnologica nelle società contemporanee nonché numerose ricerche empiriche condotte negli ultimi anni hanno contribuito alla dismissione del paradigma del digital divide a favore di quello delle <strong>disuguaglianze digitali</strong>, caratterizzato dall’adozione di un approccio multidimensionale. Un approccio che, in estrema sintesi, si caratterizza per un’articolazione in diverse dimensioni: approccio, uso e impatto. Si tratta di dimensioni ritenute in grado di dar conto dei reali processi di inclusione digitale che si sono realizzati a seguito della presenza di Internet nella every day life di ciascuno di noi.</p>
<p>L’assunzione del nuovo focus, tuttavia, pone rilevanti problemi di ordine metodologico: come misurare, infatti, i processi di inclusione digitale nel mondo contemporaneo? Se, un tempo, infatti, era possibile limitarsi alla registrazione del solo dato riferito alla diffusione di Internet, oggi ciò non è più praticabile. Autonomia, intensità di uso, competenze e attività realizzate in rete sono alcune delle aree che concorrono all’individuazione delle nuove forme di inclusione/esclusione digitale. Un tentativo di offrire una nuova metrica per monitorare lo stato di realizzazione dell’inclusione digitale verrà presentato nel corso del seminario. Si tratta di un approccio che assume a riferimento le banche dati ufficiali disponibili sulle ICTs per la costruzione di un indice sintetico in grado di consentire una comparazione tra paesi europei e una lettura longitudinale nel corso del tempo.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il progetto Biblioteca Virtuale Italiana Testi in Formato Alternativo</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2010/01/il-progetto-biblioteca-virtuale-italiana-testi-in-formato-alternativo/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 16:49:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[bilioteca virtuale]]></category>
		<category><![CDATA[editoria digitale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.culturasenzabarriere.org/?p=972</guid>
		<description><![CDATA[Abstract del seminario condotto da Centro di Ateneo per le Biblioteche e Servizio Disabilità dell&#8217;Università di Padova.
Al seminario seguirà una Tavola Rotonda dal titolo: Rete di biblioteche per un catalogo accessibile.
Quando si parla di accessibilità e di pari opportunità diventa pressoché automatico pensare alla accessibilità fisica ai luoghi della promozione culturale del sapere.
Negli ultimi anni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario condotto da <a href="http://www.cab.unipd.it/">Centro di Ateneo per le Biblioteche</a> e <a href="http://www.unipd.it/disabilita/">Servizio Disabilità</a> dell&#8217;Università di Padova.</strong></p>
<p><strong>Al seminario seguirà una Tavola Rotonda dal titolo: Rete di biblioteche per un catalogo accessibile.</strong></p>
<p>Quando si parla di accessibilità e di pari opportunità diventa pressoché automatico pensare alla accessibilità fisica ai luoghi della promozione culturale del sapere.</p>
<p>Negli ultimi anni, sono state molte le iniziative volte a migliorare e garantire l’accessibilità soprattutto ai beni culturali e alle scuole di ogni ordine e grado. Tuttavia, per quanto riguarda il patrimonio bibliografico e documentario, sono ancora molte le azioni da intraprendere. Ancor oggi non vengono recepiti standard di accessibilità condivisi a livello nazionale che possano garantire il reperimento e l’accesso a testi in formato alternativo adatti o utilizzabili dalle singole disabilità, fatta eccezione per alcune iniziative a livello locale legate a singole strutture bibliotecarie.</p>
<p><span id="more-972"></span></p>
<p>L’esigenza di utilizzare e condividere servizi a standard avanzati è invece particolarmente sentita oggi. Le nuove tecnologie dell’informazione potrebbero infatti consentire a qualsiasi utente, mediante l’utilizzo di una postazione informatica, di consultare cataloghi nazionali e internazionali, e reperire ogni genere di documento.<br />
Per contro, le realizzazioni attuali non prevedono né standard di accesso per le varie disabilità né, e ciò è più grave, l’indicazione sulla disponibilità dei testi in formato alternativo. Ciò permetterebbe, evitando la produzione di duplicati, un investimento più mirato e l’ampliamento dell’offerta di questa tipologia di testi.</p>
<p>L’ esperienza degli Atenei italiani ha evidenziato che attualmente i costi per la produzione di materiale in formato alternativo sono particolarmente elevati. Di qui l’esigenza di ottimizzare gli investimenti attraverso la condivisione dei patrimoni documentali e culturali in formato alternativo.</p>
<p>Da queste considerazioni è nata l’idea del progetto, rivolto principalmente ai settori più sensibili alla fruizione del patrimonio culturale e letterario: il sistema dell’istruzione (dalla scuola primaria all’educazione universitaria) e la rete delle biblioteche pubbliche che soddisfano l&#8217;esigenza di lettura, studio e informazione dell&#8217;intera popolazione.</p>
<p><strong>Il seminario vuole fornire un’occasione per presentare il portale meglio definito come Biblioteca Virtuale Italiana di Testi in Formato Alternativo, volto a garantire una maggiore fruizione del patrimonio culturale italiano.<br />
Verranno illustrati i dati del censimento nazionale i requisiti e i principi tecnici che hanno ispirato la realizzazione del portale e del meta motore di ricerca.<br />
Valutazioni sull&#8217;interoperabilità dei cataloghi di risorse in formato alternativo.</strong></p>
<h3 class="piccolo">Programma</h3>
<p><strong>E. Di Luca</strong><br />
Il progetto Biblioteca Virtuale Italiana Testi in Formato Alternativo:<br />
- le finalità e le fasi del progetto ;</p>
<p><a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/ilaria-fava/"><strong>Ilaria Fava</strong></a><br />
Il censimento:</p>
<ul>
<li>i dati del censimento 1: le biblioteche delle Università italiane;</li>
<li>i dati del censimento 2: le biblioteche pubbliche.</li>
</ul>
<p><strong>Y. Carrer (Univ. Padova) e M. Azzolini (RedTurtle)</strong><br />
Il metamotore di ricerca</p>
<p><strong>Tavola rotonda : Rete di biblioteche per un catalogo accessibile</strong></p>
<p>Coordinatore: Maurizio Vittoria</p>
<p>Partecipano:</p>
<ul>
<li>L. Baracco</li>
<li>F. Barbino</li>
<li>M. Nicotra</li>
<li>N. Gencarelli</li>
<li>M. Codaglio</li>
</ul>
<p>Argomenti:</p>
<ul>
<li>il portale, in particolare la condivisione e il popolamento del catalogo;</li>
<li>sviluppi futuri;</li>
<li>l’impatto sui servizi;</li>
<li>le necessità delle biblioteche per i servizi ai propri utenti con disabilità visiva;</li>
<li>il problema del copyright e dei diritti;</li>
<li>analisi dei principali requisiti che dovranno caratterizzare il Portale Biblioteca Virtuale Italiana Testi in Formato Alternativo.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Eclipse: Open Network per la Open Innovation</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2009/12/eclipse-open-network-per-la-open-innovation/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 16:16:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[eclipse]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>
		<category><![CDATA[Ralph Mueller]]></category>

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		<description><![CDATA[English version.
Abstract del seminario di Ralph Mueller (il seminario sarà condotto in lingua inglese).
Per molte persone Open Source è sinonimo di &#8220;gratuito&#8221; oppure &#8220;facile da avere&#8221;, mentre solo pochi addetti del settore sono a conoscenza che le licenze e le strutture Open Source rappresentano le basi su cui si poggiano i risultati di molte fruttuose [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.culturasenzabarriere.org/2009/12/eclipse-open-network-per-la-open-innovation/#english-version">English version</a>.</strong></p>
<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/ralph-mueller/">Ralph Mueller</a> (il seminario sarà condotto in lingua inglese).</strong></p>
<p>Per molte persone <strong>Open Source</strong> è sinonimo di &#8220;gratuito&#8221; oppure &#8220;facile da avere&#8221;, mentre solo pochi addetti del settore sono a conoscenza che le licenze e le strutture Open Source rappresentano le basi su cui si poggiano i risultati di molte fruttuose collaborazione tra industrie. </p>
<p>In questi contesti, l&#8217;Open Source viene utilizzato per co-sviluppare, manutenere e distribuire software strategico per le industrie. Lo scopo del seminario, è quello di capire come questo modello possa essere utilizzato dalle diverse industrie e, soprattutto, come una collaborazione open-source possa portare a una innovazione &#8220;aperta&#8221;.</p>
<p><span id="more-962"></span></p>
<p>Grazie alla chiarezza nella gestione della Proprietà Intellettuale e il supporto ai Processi di sviluppo, Eclipse, è un punto di riferimento per l&#8217;industria nei progetti che hanno come focus la collaborazione tra imprese per la creazione di valore. </p>
<p>La licenza &#8220;friendly-commerce&#8221; Eclipse Public Licence (EPL) agevola la commercializzazione e l&#8217;industrializzazione, fornendo, contestualmente, le basi per un ecosistema sostenibile e di successo. </p>
<p>Il seminario riguarderà <strong>Eclipse Foundation</strong> e i suoi processi, evidenziando, inoltre, diversi esempi di collaborazione tra imprese nel settore medico, dell&#8217;accessibilità, nel campo mobile e della creazioni di servizi innovativi per il pubblico. </p>
<p>Verranno, inoltre, presenta due diversi progetti: l&#8217;Eclipse Mobile WorkingGroup, E/E Tools per il settore automotive, e il progetto Prometheus per il settore delle assicurazioni.</p>
<div lang="en" xml:lang="en" id="english-version">
<h3 class="piccolo">Eclipse: Open Network for Open Innovation</h3>
<p>Open Source &#8211; for many the expression is a synonym for &#8216;no cost&#8217; or &#8216;easy to obtain&#8217;. Only known to the insider is the fact that Open Source methods and licenses have become the basis of many industry collaboration efforts. Here Open Source is applied to jointly develop, maintain and distribute software relevant for the industry. </p>
<p>Due to its well-defined Intellectual Property Management and its Development Process is the Eclipse Project today well positioned to support industry initiatives in the collaborative value creation process. The commerce-friendly EclipsePublic License (EPL) makes it easy to capture value in commercial exploitation, providing the basis for a successful and sustainable eco system. </p>
<p>The talk will present the Eclipse Foundation and its processes. It will also present examples of industry collaborations, such as projects in public administration, accessibility, hospitals and different fields. </p>
<p>We will look at the Eclipse Mobile Working Group as well as the current status of the automotive E/E tools and the Prometheus initiative in the insurance industry as they develop. </p>
<p>We will try to explore how this model can be adopted to your industry and how open collaboration can lead to open innovation.  </p>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Accessibilità per tutti: impressioni di un valutatore e di un utente disabile</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2009/12/accessibilita-per-tutti-impressioni-di-un-valutatore-e-di-un-utente-disabile/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 15:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[accessibilità del web]]></category>
		<category><![CDATA[Ennio Paiella]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Vriz]]></category>

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		<description><![CDATA[Abstract del seminario di Ennio Paiella e Marina Vriz.
Accessibilità dei siti web, norme di legge, fruibilità, usabilità: come? per chi? Tutti temi di grande interesse su cui la Fondazione ASPHI ha molto da dire perché da molto tempo opera in questo campo e ha messo a punto una collaudata metodologia di analisi dei siti che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/ennio-paiella/">Ennio Paiella</a> e <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/marina-vriz/">Marina Vriz</a>.</strong></p>
<p>Accessibilità dei siti web, norme di legge, fruibilità, usabilità: come? per chi? Tutti temi di grande interesse su cui la Fondazione ASPHI ha molto da dire perché da molto tempo opera in questo campo e ha messo a punto una collaudata <strong>metodologia di analisi dei siti che prevede il coinvolgimento di persone con diverse disabilità</strong>.</p>
<p><span id="more-954"></span></p>
<p>Nel corso del seminario verranno quindi presentati i risultati raccolti nelle numerose esperienze di analisi di siti e una persona disabile (non vedente) dimostrerà in pratica come naviga in Internet, quali strumenti usa, quali problemi incontra.</p>
<p>Infine ci sarà la testimonianza diretta del responsabile di un importante sito pubblico, che ha molto curato l&#8217;accessibilità e che racconterà le sue esperienze.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>SEO. Ottimizzazione Web per i Motori di Ricerca</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2009/12/seo-ottimizzazione-web-per-i-motori-di-ricerca/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 14:46:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Vasta]]></category>
		<category><![CDATA[search engine optimization]]></category>
		<category><![CDATA[SERP]]></category>
		<category><![CDATA[web analytics]]></category>

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		<description><![CDATA[Abstract del seminario di Davide Vasta.
Nel Web convivono ormai milioni di siti, ognuno dei quali “cerca” in qualche modo di emergere rispetto agli altri, spuntando la sua posizione nelle SERP dei motori di ricerca.
Già da qualche tempo, in questa competizione è entrata in scena una nuova disciplina: il SEO (Search Engine Optimization). A partire dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/davide-vasta/">Davide Vasta</a>.</strong></p>
<p>Nel Web convivono ormai milioni di siti, ognuno dei quali “cerca” in qualche modo di emergere rispetto agli altri, spuntando la sua posizione nelle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Search_engine_results_page">SERP</a> dei motori di ricerca.</p>
<p>Già da qualche tempo, in questa competizione è entrata in scena una nuova disciplina: il SEO (Search Engine Optimization). A partire dalla conoscenza puntuale delle logiche e dinamiche dei motori di ricerca, questa prevede la messa in in pratica di strategie precise, affinché un sito sia premiato rispetto ad altri.</p>
<p><span id="more-946"></span></p>
<p>Ma in cosa consiste in pratica il SEO? In buona sostanza si tratta di analizzare un sito web svantaggiato rispetto ad altri e agire su questo (ma non solo) attraverso una serie di strumenti ed azioni che produrranno auspicabilmente esiti attesi a livello di posizionamento sui motori di ricerca, rendendolo implicitamente più visibile nel tempo. </p>
<p>Il SEO non ha però un inizio e una fine … o almeno, non dovrebbe averla. Il SEO deve essere innanzitutto un processo iterativo: dopo aver ottimizzato un sito web per migliorarne la posizione nei motori di ricerca, si misura il risultato tramite la Web Analytics, e in base a ciò che si è ottenuto, si ri-eseguono determinate azioni, i risultati delle quali vengono nuovamente ri-verificati. In questo modo, si tende al miglioramento costante, ma anche al mantenimento delle posizioni.   </p>
<p>È fondamentale però comprendere che non esistono garanzie precise sui risultati dell’ottimizzazione. Si possono applicare tutte le azioni coerenti con il risultato che ci si è prefissi, aspettando che i motori di ricerca diano corso alla valutazione di queste, e al successivo posizionamento. </p>
<p>Garantire determinate posizioni nei motori di ricerca è poco sensato, poiché le complesse infrastrutture che sottendono al flusso di informazioni su Internet possono mutare senza preavviso, mettendo in discussione tutte le azioni operate fino ad un determinato istante. L’unica soluzione per evitare che le cose cambino rapidamente rispetto a quanto ipotizzato, è la conoscenza puntuale: studiare le regole definite dai motori di ricerca; tenersi aggiornati rispetto a nuove dinamiche messe in campo; il tutto in maniera scientifica senza lasciare spazio al caso o alla probabilità.</p>
<p>Tutto ciò è ben noto a chi è passato sotto la scure del motore di ricerca, vedendo retrocedere rapidamente le proprie pagine web nelle SERP o, peggio ancora, assistendo impotente alla loro rimozione dall’indice, solo per aver operato modifiche apparentemente prive di valore, ma che violavano le regole guida dei motori di ricerca. </p>
<p>Ci vuole molto tempo per guadagnare una posizione di rilievo, e ce ne vuole davvero poco a perderla. È per questo motivo che chi vuole muovere i primi passi nel SEO, lo dovrebbe fare con tutte le accortezze possibili, misurando i propri passi in modo ragionato.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Accessibilità è anche mobilità e divertimento</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2009/12/accessibilita-e-anche-mobilita-e-divertimento/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 22:09:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[accessibilità del web]]></category>
		<category><![CDATA[barriere architettoniche]]></category>
		<category><![CDATA[barriere sensoriali]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Consuelo Battistelli]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Raffaeli]]></category>
		<category><![CDATA[legge stanca]]></category>
		<category><![CDATA[sintesi vocale]]></category>

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		<description><![CDATA[Abstract del seminario di Consuelo Battistelli e Laura Raffaeli.
La tecnologia intesa come mezzo per migliorare la qualità della vita è particolarmente importante per una persona disabile nelle diverse sfere del suo quotidiano, dalla sfera sociale a quelle domestica e lavorativa. Diventa fonte di autonomia e di affermazione della propria identità.
In quest&#8217;ottica è secondario parlare di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/consuelo-battistelli/">Consuelo Battistelli</a> e <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/laura-raffaeli/">Laura Raffaeli</a>.</strong></p>
<p>La tecnologia intesa come mezzo per migliorare la qualità della vita è particolarmente importante per una persona disabile nelle diverse sfere del suo quotidiano, dalla sfera sociale a quelle domestica e lavorativa. Diventa fonte di autonomia e di affermazione della propria identità.</p>
<p>In quest&#8217;ottica è secondario parlare di tecnologia se prima non si parla di <strong>cultura dell’accessibilità</strong> e non si considera la persona disabile anche come una risorsa per migliorare gli strumenti a disposizione di tutti. Questo senza dimenticare i reali problemi con cui un disabile si scontra quotidianamente, per esempio la mobilità. Se non riesco a muovermi non riuscirò nemmeno a fruire delle possibilità che la tecnologia mi può offrire.</p>
<p><span id="more-933"></span></p>
<p>Quando parliamo di “accessibilità” non dobbiamo limitarci alle barriere architettoniche, che si superano per esempio predisponendo un ascensore o uno scivolo, ma dobbiamo considerare anche quelle sensoriali, che, per tornare all&#8217;esempio precedente, necessitano di una sintesi vocale nell&#8217;ascensore e una guida tattile nel pavimento antistante lo scivolo. </p>
<p>Il logo universalmente associato alla disabilità rappresenta un omino in carrozzina. Questo, in un certo senso, mette in secondo piano i disabili sensoriali: ciechi, sordi, ipovedenti, muti, spesso poco considerati se non, ultimamente, nel Web, che è comunque ancora pressoché inaccessibile sia ai sordi (quasi totale assenza di sottotitoli nei video e, spesso, linguaggio troppo difficile per chi comunica con la LIS) che ai ciechi (assenza del rispetto della legge Stanca e delle linee guida per l&#8217;accessibilità in moltissimi siti).</p>
<p><strong>Accessibilità della cultura significa rendere fruibile tutta la cultura per tutti, indistintamente, spettacoli e arte compresi</strong>. Siamo stanche e contrarie alle pomeridiane per disabili, così come è insopportabile ogni cosa studiata e realizzata solo per noi (per esempio la piscina per disabili, il teatrino per disabili, ecc.).</p>
<p>Di recente, noi di <a href="http://blindsight.eu/">Blindsight Project</a>, abbiamo realizzato il primo festival internazionale accessibile a tutti: il Roma Fiction Fest 2009 che ha visto molte fiction accessibili anche a sordi e ciechi (con sottotitoli e audio-descrizioni). Ci siamo battuti affinché il prossimo Festival del Cinema di Roma sia accessibile (come promesso dal presidente Rondi in una conferenza tenuta dopo la nostra denuncia dell&#8217;inaccessibilità totale al Festival di Roma, in collaborazione con l&#8217;Associazione Coscioni e Consequenze).</p>
<p>La cultura è anche cinema, teatro, sport, non solo una biblioteca: risolto il problema della mobilità, come speriamo accada presto, cosa possiamo trovare fuori dalle nostre case? Dove possiamo avere la libertà di assistere ad uno spettacolo accessibile in Italia? Perché l&#8217;accessibilità è ancora intesa come un regalo da farsi al disabile? E perché si continua a ghettizzare il disabile in eventi ad esso dedicati?</p>
<p>Da ex vedenti non possiamo tollerare queste distinzioni, queste discriminazioni: noi vogliamo che sia accessibile un cinema, un teatro, una piscina ecc. Pensate, per esempio, allo sport: chi ha un cane guida è penalizzato dal fatto che non è conosciuta la legge che lo tutela e ne permette l&#8217;accesso ovunque e gratuitamente! Ma poche palestre sono veramente a norma e quindi i proprietari hanno letteralmente paura di accettare un disabile visivo se non ha un accompagnatore che se ne assume la “responsabilità”.</p>
<p><strong>Accessibilità è cultura, senza la cultura non esiste accessibilità</strong>. Se volete saperne di più dell&#8217;accessibilità reale, quella vissuta dalle persone disabili, vi aspettiamo al nostro seminario.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il virtuale e il web 2.0: breve excursus e confronto con la rete di oggi (i protagonisti e le aspettative) nell&#8217;ambito dell&#8217;accessibilità web</title>
		<link>http://www.culturasenzabarriere.org/2009/12/il-virtuale-e-il-web-2-0-breve-excursus-e-confronto-con-la-rete-di-oggi-i-protagonisti-e-le-aspettative-nellambito-dellaccessibilita-web/</link>
		<comments>http://www.culturasenzabarriere.org/2009/12/il-virtuale-e-il-web-2-0-breve-excursus-e-confronto-con-la-rete-di-oggi-i-protagonisti-e-le-aspettative-nellambito-dellaccessibilita-web/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 17:50:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abstract seminari]]></category>
		<category><![CDATA[Anita Carloni]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[mondi virtuali]]></category>
		<category><![CDATA[second life]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.culturasenzabarriere.org/?p=922</guid>
		<description><![CDATA[Abstract del seminario di Anita Carloni (aka Biancaluce Robbiani).

Il divario fra i diversi oggetti a disposizione e i collegamenti.
Le competenze del singolo e grado di preparazione di chi si accinge al web.
Second Life come contenitore non virale.
La comunicazione in Second Life: simultaneità da uno a uno e da uno a molti, la comunicazione differita e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abstract del seminario di <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/i-nostri-relatori/anita-carloni/" title="Anita Carloni (aka Biancaluce Robbiani)">Anita Carloni (aka Biancaluce Robbiani)</a>.</strong></p>
<ul>
<li>Il divario fra i diversi oggetti a disposizione e i collegamenti.</li>
<li>Le competenze del singolo e grado di preparazione di chi si accinge al web.</li>
<li>Second Life come contenitore non virale.</li>
<li><strong>La comunicazione in Second Life</strong>: simultaneità da uno a uno e da uno a molti, la comunicazione differita e i progetti a lungo termine.</li>
<li>La comunicazione interattiva tridimensionale: l&#8217;ambiente e gli oggetti.</li>
<li>La comunicazione dal singolo all&#8217;istituzione e viceversa: il web, le statistiche e il feedback.</li>
<li><strong>I mondi virtuali e il web</strong>: rapporti, differenze, complicità.</li>
<li>Le applicazione in campo pratico.</li>
<li>Gli enti locali e le istituzioni.</li>
<li>Esempi di quanto già attuato all&#8217;estero.</li>
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