Cultura Senza Barriere, Università degli Studi di Padova - 18, 19, 20 Febraio 2010

Tecnologie del web semantico per le digital libraries

Abstract del seminario di Oreste Signore.

L’interoperabilità semantica tra le biblioteche è un problema di lunga data, al quale si è tentato di dare varie soluzioni. Nel corso degli anni lo scenario si è evoluto, passando da una serie di grossi servizi di accesso alla documentazione alla presenza di molteplici fornitori di informazioni, distribuiti sul territorio e accessibili grazie al World Wide Web. Le tecnologie del Semantic Web sembrano fornire lo scenario adatto per superare le barriere culturali, linguistiche e di organizzazione dell’informazione.

In questo seminario verranno presentati i principi di base del Semantic Web, illustrando come esso costituisca un superamento degli approcci più tradizionali e anche di quelli più recenti e diffusi (Common Command Language, il protocollo Z39.50, Dublin Core, thesauri) che possono essere arricchiti dal ricorso a tecnologie quali RDF e OWL.

Nel Semantic Web , che può essere definito come un’ infrastruttura basata su metadati per svolgere ragionamenti sul Web, la conoscenza è rappresentata in maniera elaborabile dalla macchina, e può essere utilizzata da componenti automatizzati, denominati agenti software. I metadati sono informazioni, elaborabili in modo automatico, relative alle “risorse” web, identificate univocamente da un URI (Uniform Resource Identifier). La tecnologia di riferimento per la codifica, lo scambio e il riutilizzo di metadati strutturati è RDF (Resource Description Framework), basata su un modello molto semplice di “statement”, rappresentabili come triple (in termini più formali, una tripla forma un “grafo diretto etichettato”).

Per esprimere le restrizioni sulle associazioni, in altri termini per evitare che possano essere codificati degli “statement” sintatticamente corretti, ma privi di senso, è necessario un meccanismo per rappresentare “classi di oggetti”. Da questa esigenza nasce “RDF Vocabulary Description Language”, che mantiene anche, per ragioni storiche, il nome di “RDF Schema” (RDFS).

Per poter effettuare dei ragionamenti, per definire le classi, e per varie altre esigenze, però, RDFS non è sufficiente, e occorre un modo per rappresentare la conoscenza e le regole che permettono di dedurre ulteriore conoscenza. Dato che il Web è intrinsecamente distribuito, occorre un linguaggio che non solo permetta di esprimere dati e regole sui dati, ma che consenta anche di esportare questa conoscenza (ontologia) per renderla disponibile a qualunque applicazione. Il W3C ha definito, per questa esigenza, il Web Ontology Language (OWL).

Obiettivo del seminario è far comprendere come il Semantic Web e un approccio ontologico consentano di superare gli schemi tradizionali di accesso all’informazione, permettendo rappresentare, esportare e condividere la conoscenza, assicurando l’interoperabilità semantica.

Questo articolo è stato pubblicato il 07/12/2009 alle 16:40 ed è archiviato in Abstract seminari. Puoi seguire le risposte iscrivendoti al feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure un trackback dal tuo sito. Tag: , , , , , .

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