Siti web, biblioteche digitali, portali culturali: stato dell’arte e considerazioni sugli utenti
Abstract del seminario di Maria Teresa Natale.
Dopo aver analizzato i soggetti coinvolti e i loro obiettivi in una prospettiva intersettoriale, l’intervento mirerà a presentare lo stato dell’arte relativamente a siti web culturali, biblioteche digitali e portali culturali.
Si dimostrerà che i siti web delle istituzioni culturali vanno potenziati in quanto una volta implementati, i costi di manutenzione sono accettabili; svolgono un importante servizio per la comunità di riferimento e per l’utenza remota; consentono di ottimizzare alcune procedure interne con notevole risparmio in termini di tempo e di risorse umane; favoriscono il coordinamento all’interno dell’istituzione; incentivano la creatività del personale; stimolano il confronto con gli altri.
Si analizzeranno quindi le biblioteche digitali, con particolare riguardo all’open access e alle iniziative sviluppate per dar voce a nuovi modelli editoriali caratterizzati da una libera disseminazione condivisa del sapere.
Ci si soffermerà poi sui portali culturali a livello europeo e nazionale: da Europeana a CulturaItalia, a MICHAEL, a Internet Culturale. Sarà l’occasione per un momento di riflessione sulle tematiche della digitalizzazione: costi, scarsa alfabetizzazione, necessità di sviluppare collaborazioni con il mondo della ricerca, sostenibilità, la lenta marcia verso la standardizzazione, il problemi del copyright e del multilinguismo, le difficoltà tecniche.
La parte finale dell’intervento verterà sui protagonisti del Web culturale: i cosiddetti immigrati digitali che fino ad oggi sono stati coloro che hanno realizzato e pensato le applicazioni web culturali, e i nativi digitali, che sempre più dovranno fruire di queste applicazioni. Ci si chiederà infatti se tutte queste applicazioni sono attualmente in grado di rispondere alle esigenze di questi ultimi.
Si concluderà facendo riferimento al futuro e alla grande sfida digitale nell’ambito del patrimonio culturale, sia a livello europeo che italiano.

