Libertà di accesso e accesso alla libertà
Abstract del seminario di Claudio Canavese.
Agli albori dell’informatica, quando ancora i programmi venivano scritti perforando un lungo nastro di carta, il software era libero: nessuno aveva mai pensato di farlo pagare o di esigere diritti su di esso.
Con l’avvento dei personal computer è nato il software proprietario, che, nel corso del tempo, ha esasperato le logiche di mercato e di guadagno a scapito dei diritti degli utenti e, a volte, della stessa praticità di utilizzo di un programma.
Il movimento del software libero, nato a partire dal 1983 con il progetto GNU, ha ridato forza e importanza al messaggio originale di condivisione e collaborazione che accompagnava i primi programmi, introducendo però alcuni elementi nuovi: le 4 libertà fondamentali del software libero, infatti, sono state concepite per essere fortemente incentrate sui diritti degli utilizzatori anziché su quelli dei produttori.
Oggi il software libero è ovunque: GNU/Linux viene usato sulla maggioranza dei server ed in ambiente desktop applicativi e sistemi operativi liberi vanno diffondendosi a macchia d’olio.
Estrema versatilità, stabilità e costi incredibilmente contenuti sono solo alcuni degli aspetti che spingono sempre più persone (privati ma anche scuole e grandi ditte) a visitare “l’altra faccia del mondo”.
Ma la libertà garantita dal software libero spesso si scontra con il diritto di accesso.
Quante e quali sono le tecnologie assistive disponibili in ambiente GNU/Linux?
Quali le alternative libere e open source ai costosi programmi proprietari dedicati ai portatori di handicap?
L’intervento si propone di analizzare la situazione attuale dell’accessibilità in ambiente GNU/Linux, passando in rassegna le tecnologie assistive disponibili e i maggiori progetti attualmente in fase di sviluppo.

