Cultura Senza Barriere, Università degli Studi di Padova - 18, 19, 20 Febraio 2010

Folksonomia, sistemi di tagging e social bookmarking: dalla tag application alla classificazione collaborativa

Abstract del seminario di Renata Durighello.

La classificazione sociale o folksonomia è una modalità di organizzazione delle risorse attuata in maniera collettiva e distribuita. Tra i sistemi di classificazione e di architettura dell’informazione per il Web è il più democratico: nulla viene imposto da nessuna autorità, né la scelta dei contenuti né le modalità di catalogazione degli stessi, secondo un principio di disintermediazione, tipico del Web 2.0. Il diritto ad organizzare le informazioni non è più appannaggio di pochi, ma è alla portata di tutti, senza barriere culturali né sociali; molto bassi anche le conoscenze tecniche e lo sforzo cognitivo richiesti.

Il meccanismo alla base della folksonomia è quello del ‘tagging’ (tipico soprattutto dei servizi di social bookmarking) che vede coinvolte tre realtà: la persona/utente, la risorsa e, appunto, il tag. La scelta di ciascun tag da parte di ciascun utente per identificare ciascuna risorsa prende il nome di ‘tag application’ ed è un evento unico ed irripetibile. Tra utente, tag e risorsa, inoltre, si viene a tessere una fitta rete di relazioni, che finiscono per uscire dallo schema della tag application. L’analisi di tali relazioni in generale e delle caratteristiche del tag come strumento di classificazione in particolare, permette di capire come sia possibile rendere la classificazione un’operazione della quale tutti sono in grado, ma allo stesso modo consente di mettere in luce i possibili ostacoli al successo della folksonomia.

In effetti, a dispetto del suo nome, la classificazione sociale nasce per soddisfare esigenze legate alla sfera del personale. La prima di queste esigenze è il bisogno di mettere ordine alle cose, una sorta di istinto alla categorizzazione, che è insito in ognuno di noi. La seconda è il bisogno di trovare e ri-trovare le informazioni, che nel Web diventa di assoluta necessità.

Le parole che scegliamo per descrivere le risorse, quindi, spesso riflettono questa dimensione individuale e il risultato finale, non può davvero essere considerato collaborativo, anzi, pullula di particolarismi. Eventuali soluzioni in questo caso possono essere individuate in situazioni di parziale controllo delle operazioni di tagging e costituire esempi virtuosi, per una classificazione collettiva e realmente collaborativa, e perciò affidabile ed efficace.

Questo articolo è stato pubblicato il 25/11/2009 alle 17:57 ed è archiviato in Abstract seminari. Puoi seguire le risposte iscrivendoti al feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure un trackback dal tuo sito. Tag: , , , .

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