Cultura Senza Barriere, Università degli Studi di Padova - 18, 19, 20 Febraio 2010

Fenomenologia dell’Accessibilità nel Web2

Abstract del seminario di Silvia Dini.

Il tema dell’accessibilità dei servizi informatici da parte di tutti gli utilizzatori, specialmente dei servizi pubblici erogati tramite Internet, è ampiamente presente nella rete stessa come argomento di discussione; assai varie sono le sue manifestazioni, sia perché molteplici sono i portatori di interesse che dibattono sul tema, sia perché varie sono le sue reali applicazioni nel web stesso, e non è facile comprendere “a occhio nudo” la dimensione del fenomeno, comprendere quanto l’accessibilità si sia integrata davvero nel modo di progettare ed erogare servizi tramite il web; e i tempi sono maturi anche per fare un bilancio e chiedersi se oggi si possa affermare, seriamente, che esiste una vera cultura dell’accessibilità condivisa.

Il seminario vuole fornire un’occasione per analizzare a tutto tondo la presenza e l’influenza dell’accessibilità nel web, con particolare riguardo per il web 2 e i social network, toccando ogni livello: Tecnico, Normativo, Sociale e Pragmatico.

Saranno ripresi, ma solo brevemente, requisiti e principi tecnici, principalmente con lo scopo di comprenderne davvero la motivazione e la necessità, mettendo in relazione le qualità di un sito web accessibile (ma anche fruibile) con le esigenze dei visitatori disabili. Comprendere come naviga nel web una persona disabile, infatti, con quali ausili e con quali strategie specifiche, o anche piu’ genericamente cercare di “mettersi nei panni di” una persona con difficolta’ o limitazioni (fisiche, cognitive, sensoriali) che non usa le interfacce nelle modalità “di default” cui si e’ abituati, sono gli step necessari a tutto il team di sviluppo di un progetto web (anche i grafici) per comprendere le motivazioni che stanno dietro ai requisiti, e alle scelte del legislatore nell’imporre determinate limitazioni e, di conseguenza, orientare le proprie scelte progettuali.

Doverosa una panoramica sulla normativa, italiana ma non solo, in particolare la Legge 4/2004 e successivi decreti (vedi Pubbliaccesso.gov.it), la Section 508; sul piano tecnico oltre alla normativa e’ utile conoscere le raccomandazioni necessarie a chi vuol realizzare siti davvero accessibili per avere un quadro più completo anche laddove non si configurino come obblighi di legge, e i siti che sono di sicuro orientamento e di guida su questa tematica di una certa complessità perché tocca da vicino le persone, e in particolare le fasce più deboli, e il loro diritto personale, riconosciuto, a poter partecipare alla pari di tutti alla società dell’informazione senza trovare barriere di accesso ai contenuti e alla fruizione dei servizi web. Sarà interessante seguire le indicazioni della Comunità europea e in particolare le iniziative promosse da Vivianne Reding nell’ottobre 2009 (Commissario Europeo per la società dell’informazione e media) che ha riportato l’accento sull’importanza di un intervento sistematico per l’accessibilità del web in Europa, che andrebbe a favore del 15% della popolazione.

C’è poi un livello più culturale e sociale che costituisce il terreno sul quale possono crescere, o fallire, le iniziative di diffusione dell’accessibilità, questa qualità così fragile e spesso “invisibile”: innanzitutto occorre adottare e credere all’approccio proposto dall’Organizzazione mondiale della sanità per cui tutti siamo diversamente abili, in quanto tutti con caratteristiche fisiche e funzionali diverse, con limitazioni più o meno ampie al nostro ambito di azione; ciascuno di noi ha delle limitazioni (di tipo fisico, cognitivo, psicologico) che spesso ciascuno può sperimentare in particolari prove o situazioni; per molte persone però questi limiti sono assai più grandi, più evidenti, e si manifestano persino nei gesti più comuni, dai piccoli gesti dell’autonomia quotidiana alla cura di se, alla possibilità di usare un computer; in questi casi il contesto e l’ambiente (ad es. gli ambienti senza barriere architettoniche, i siti web realizzati a norma), la motivazione personale (indispensabile sempre per gestire il surplus di impegno richiesto, e per trovare o apprendere personali strategie alternative idonee) unitamente alla tecnologia (che oggi offre moltissime soluzioni) sono elementi che possono aiutare a compensare tali limiti garantendo, quindi, la possibilità di successo, il raggiungimento del risultato operativo alla pari di tutti; e non deve fuorviare il fatto che questo avvenga ricorrendo a necessarie modalità diverse, configurazioni del sistema, interfacce personalizzate, o l’aggiunta di tecnologie assistive e compensative.

Tutto quanto sopra detto è spesso materia per dibattito fra esperti, talvolta fonte di polemiche, spesso è conosciuto solo a chi di accessibilità e di disabilità si occupa perché toccato in prima persona o per motivi professionali. Insomma, il rischio è che questi temi rimangano in una sfera protetta, nota ai pochi addetti o a chi si trova coinvolto in modo sistematico o occasionale, come ad esempio il professionista del web cui viene richiesto di realizzare un sito, bello ma anche accessibile, e questo sconvolge i suoi protocolli, crea difficoltà tecniche, necessità di aggiornarsi e di aggiornare i propri collaboratori, difficoltà a gestire le richieste del committente con quello che si può umanamente fare. Grazie alla modalità “web 2″, ai social network, alle grandi potenzialità della condivisione dell’informazione, possiamo concludere con una proposta molto concreta, pragmatica: si può fare qualcosa, e tutti possono farlo. L’accessibilità deve entrare nel linguaggio di tutti, occorre sensibilizzare anche i non addetti ai lavori, e soprattutto i giovani, dell’importanza dell’accessibilità del web, che deve essere vissuta come una qualità, un valore (e non un limite), sia per le valenze etiche e sociale, sia perché un sito accessibile viene visualizzato meglio da diversi dispositivi, anche quelli mobili, e viene indicizzato meglio dai motori di ricerca.

Non è certo un pensiero nuovo; dal design for all avremmo dovuto già imparare la lezione che gli oggetti migliori sono quelli che sono in grado di essere usabili facilmente da tutti, o quasi tutti, sia così come sono sia con piccoli accorgimenti o personalizzazioni. E nel web in particolare questo è oltremodo facile da realizzarsi, confermando le parole di Tim Berners Lee: la potenza del web sta nella sua universalità e, quindi, nell’essere accessibile davvero a tutti.

Questo articolo è stato pubblicato il 29/11/2009 alle 22:57 ed è archiviato in Abstract seminari. Puoi seguire le risposte iscrivendoti al feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure un trackback dal tuo sito. Tag: , , .

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